Frasi su viennese


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Adolf Loos 15
architetto austriaco 1870 – 1933
„Sull'architettura viennese di questo secolo aleggia lo spirito di Potëmkin. (luglio 1989)“

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Stefan Zweig 80
scrittore, giornalista e drammaturgo austriaco 1881 – 1942
„Il miglior centro di cultura per ogni novità rimaneva tuttavia il caffè. Per capire questo, bisogna ricordare che il caffè viennese rappresenta un'istituzione speciale, non paragonabile a nessun'altra al mondo. Esso è in fondo una specie di club democratico, accessibile a tutti in cambio di un'economica tazza di caffè, dove ogni cliente, versando quel modestissimo obolo, ha il diritto di starsene per ore a discutere, a scrivere, a giocare alle carte, ricevendo la posta e divorando soprattutto un illimitato numero di giornali e di riviste. Nei migliori caffè viennesi c'erano tutte le gazzette della città e non queste soltanto, ma quelle della Germania intera, nonché le francesi, le inglesi, le italiane e le americane, ed inoltre tutte le riviste letterarie ed artistiche di qualche importanza, dal Mercure de Pratice alla Neue Rundschau, dallo Studio al Burlington Magazine. (p.50)“


„Il 5 aprile, Johann Strauss figlio aveva finalmente presentato Il Pipistrello, attesissimo, al Theater-An-Der-Wien, in cui Beethoven aveva creato il suo Fidelio; Franz c'era andato con la madre. Il pubblico non apprezzò i leggiadri adulteri dei parvenu viennesi e lo champagne che colava a fiotti in una prigione inventata. Si mormorò che forse Strauss figlio non leggeva i giornali; non aveva sentito parlare del crak dell'anno passato e non sapeva che i suoi concittadini erano sul lastrico? Il Pipistrello fu un fiasco. (p. 113)“

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Hans Werner Henze 12
compositore tedesco 1926 – 2012
„È stata una specie di rivoluzione dalla quale ha avuto inizio tutto il mio nuovo corso musicale, che fin'oggi ho sviluppato con l'intento di concentrarmi sulle mie forze creative, ma non so se i critici ne sono convinti. Essi dicono troppo spesso che la mia musica rivela un ritorno alla scuola viennese, particolarmente all'espressionismo di Schönberg, come ha detto il critico del «Times», ascoltando la mia cantata drammatica «Versuch über Schweine». (citato in Ester Dinacci Realtà della Germania, ESI, Napoli 1970)“

„Henze, partito dalla dodecafonia, ha elaborato uno stile personale, sciolto da ogni rigore di sistema, che riunisce elementi di musica tonale e dodecafonica.
Con la sua opera «Koning Hirsch (Re Cervo), prima rappresentazione al'Opera di Berlino nel 1956, Henze ruppe apertamente con la dodecafonia, allora di moda in Germania, cercando di riscoprire una musica franca, non legata ad uno stile concentrato sugli elementi seriali della scuola viennese: weberiana e schönberghiana.“

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Renzo De Felice 14
storico italiano 1929 – 1996
„L'italiano imbelle e fannullone era uno stereotipo che in Germania aveva circolazione già prima del nazionalsocialismo. In un rapporto di Anfuso (ambasciatore della RSI in Germania) da Berlino in data 10 febbraio 1944 si legge: per quel che concerne il popolo italiano si fa una netta distinzione fra la razza italiana germanizzata del nord e quella inferiore, con forti infiltrazioni negroidi nel sud. Specialmente velenose le critiche al popolo napoletano, che risalgono a impressioni personali dettare da prevenzioni, false interpretazioni di piccoli fatti che fanno trovato incentivo nei commenti della stampa tedesca, in particolare in un giornale viennese, dopo l'occupazione di Napoli da parte degli anglo-americani. (pp. 426-27)“

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Margarete Wallmann 17
danzatrice e coreografa austriaca 1904 – 1992
„Quando divenni la loro direttrice, lo Staatsopernballett andava giustamente famoso per il suo fascino e la sua eleganza prettamente viennesi. Famiglie quali i Birckmayer, i Fränzel, i Raimund, vi facevano parte da tre generazioni. Quando nei primi tempi della mia carica direttiva mi capitò di complimentare un giovane ballerino di particolare talento, cercarono di convincermi:
«Lei dovrebbe vedere suo nonno: è molto bravo!»
«Suo nonno? Dov'è?» chiesi, stupefatta.
«Ma qui, naturalmente! Fa parte del corpo di ballo!» In una siffatta compagine artistica i legami sembravano inestricabili: il più giovane allievo della scuola di ballo, che avevo scambiato per il figlio del ballerino, era in realtà suo fratello, minore di lui di quarant'anni. (p. 19)“

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Leopold von Sacher-Masoch 9
giornalista, romanziere e scrittore austriaco 1836 – 1895
„[... ] Informandosi delle condizioni del poeta, apprese ch'egli era funzionario statale, l'Imperatore [Karl Franz] troncò di botto il colloquio e gli voltò le spalle. A parer suo, quando uno serviva lo Stato, scrivere alcunché al di fuori degli atti uficiali, costituiva un delitto. Così Grillparzer, che la critica viennese trattava poco benevolmente, non ebbe dopo, come non aveva mai avuto prima, altri ausili che il proprio ingegno e il favore del pubblico. Questo, d'altronde, non gli fu lesinato proprio nulla; l'Avola fu acclamata prima che i giornali avessero avuto il tempo di formulare il loro parere, e non meno caldamente dopo. (p. 94-95)“


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Pietro Gorini 23
autore televisivo e scrittore italiano 1955
„La trippa dei cappuccini di Joseph Rutto - La vista dell'enorme pancia dei frati cappuccini viennesi fa riflettere il protagonista sul crollo dei valori della Felix Gaustria. Ormai si pensa solo ai piaceri della carne (Gianfranco Finzi Contini parla di morte del ro-manzo e della Cotoletteratura, e cita a esempio il Montana di Ossobook di seppia). Nasce così la letteratura Meat-teleuropea (meat = carne). (p. 21)“

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Vladimir Vladimirovič Nabokov 95
scrittore, saggista e critico letterario russo 1899 – 1977
„Freud mi sembra rozzo, medioevale: non voglio che un anziano gentiluomo viennese con l'ombrello mi infligga i suoi sogni.“

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Anacleto Verrecchia 98
filosofo italiano 1926 – 2012
„La vita è un arco voltaico tra la culla e la morte. (libro Rapsodia viennese)“

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Billy Wilder 24
regista austriaco 1906 – 2002
„Laughton sapeva frugare nel suo talento come un bambino felice in uno scatolone rigurgitante di balocchi. (citato in Billy Wilder - Un viennese a Hollywood, Arnoldo Mondadori Editore, 1993, pag. 343)“


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Antonio Muñoz Molina 10
scrittore e saggista spagnolo 1956
„I dittatori sono propensi alla cinefilia. Lenin, che detestava la musica perché era irritato dal fatto che lo faceva diventare sentimentale, considerava che tra tutte le arti il cinema poteva essere la più utile alla causa del proletariato. Hitler vedeva quasi tutte le sere in una sala cinematografica perfettamente attrezzata operette viennesi d’epoca e musical americani, e regalò a Eva Braun una cinepresa per girare a colori scene che ancora oggi ci gelano il sangue, un misto di ridenti immagini domestiche e igure genocide che prendono il sole sulle terrazze con vista sulle Alpi. Anche a Stalin piacevano i musical americani e i film western e, dato che sofriva d’insonnia come Hitler e si divertiva a tenere svegli i suoi cortigiani fino a notte fonda, a volte prolungava la sessione cinematograica con una festa alcolica, durante la quale osservava in silenzio adulatori e future vittime come se stesse inventando per ognuno un copione sinistro dall’epilogo ignoto a tutti tranne che a lui. Il generale Franco non andava a letto tardi e non beveva, ma la sua passione per il cinema era altrettanto forte, al punto che scrisse la sceneggiatura di un film, Raza, che era una patetica fantasia ricamata sulla sua biograia, e una dimostrazione del fatto che il cinema può rovinare l’immaginazione di chiunque. Forse ai dittatori piacciono tanto i film perché hanno pochissime opportunità di uscire la sera e perché sono costantemente circondati da persone servili di cui non sanno più che fare.“

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Hugo Von Hofmannsthal 74
scrittore, drammaturgo e librettista austriaco 1874 – 1929
„Gli artisti viventi sono come le meravigliose spoglie dei santi, il cui contatto ridestava dalla catalessi e cacciava la cecità. Gli artisti viventi passano attraverso la vita grigia, priva di senso, e ciò che toccano splende e vive. Ed è una stessa cosa se formulano con parole nuove i segreti dell'anima, o se attraverso armonie purificano il sordo mareggiare che è in noi, o se con parole effimere e gesti fugaci sollevano alla conoscenza ciò che in noi è inconsapevole e lo immergono in dionisiaca bellezza. (da Eleonora Duse, La leggenda di una settimana viennese, p. 55)“

Federico Zeri 16
critico d'arte italiano 1921 – 1998
„Gustav Klimt è affascinato dalla seduzione femminile, che esalta con il preziosismo delle vesti e degli ambienti in un inno alla bellezza. Quale interprete del fasto viennese è un artista stimato e vede riconosciuto il valore della sua pittura. (p. 2)“