Frasi su vorace


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Frank Herbert 137
scrittore di fantascienza 1920 – 1986
„Questo adattamento religioso dei Fremen e dunque l'origine di ciò che ora conosciamo come "I Pilastri dell'Universo", di cui i Quizara Tawfid sono i rappresentanti fra noi, con i segni, le prove e le profezie. Ci portano questa fusione mistica di Arrakis, la cui profonda bellezza noi ritroviamo nella commovente musica composta sulle antiche forme, ma contrassegnata da questo nuovo risveglio. Chi non ha ascoltato, senza commuoversi profondamente, l'"Inno al Vecchio"?
Ho calpestato un deserto
Abitato da miraggi ondeggianti.
Vorace di gloria, avido di pericolo,
Ho vagabondato sugli orizzonti di al-Kulab,
Ho visto il tempo livellare le montagne
Nella sua ricerca e nella sua fame di me.
E ho visto i passeri sfrecciare fulminei,
Più arditi di un lupo da preda.
Si sono dispersi nell'albero della mia giovinezza.
Ho sentito lo stormo fra i miei rami
E ho conosciuto i loro becchi e gli artigli! (dal «Risveglio di Arrakis», della Principessa Irulan: Ed. Nord, p. 254)“

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Umberto Saba 105
poeta italiano 1883 – 1957
„Trieste ha una scontrosa
grazia. Se piace,
è come un ragazzaccio aspro e vorace,
con gli occhi azzurri e mani troppo grandi
per regalare un fiore…. (da Trieste)“


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Efraim Medina Reyes 35
scrittore colombiano 1967
„Sapere che solo io e quello che ora è suo marito ci siamo scopati una certa ragazza non mi tranquillizza, forse sarebbe meglio pensare a un numero indefinito di amanti, così non avrei un solo brutto muso nei miei incubi. A volte penso di non amare più una certa ragazza, che quell'amore sia morto, ma ogni notte, alle prime luci dell'alba, piccole creature voraci mi succhiano il cuore. Se lei avesse avuto tanti uomini sarebbe stato più facile dimenticarla, invece si ostina ad essere la donna ideale, il mio amore perfetto. Dato che non c'è verso di contaminare il suo ricordo, il suo ricordo contamina me. Questo è l'assioma: quando si è in due, c'è sempre uno che impesta l'altro. (pag. 87)“

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Daniel Pennac 174
scrittore francese 1944
„[... ] gli venne l'idea che tutte le lacrime che aveva versato su Valentino fossero in realtà destinate al proiezionista scomparso, tutta la sincerità spesa a piangere la morte di Valentino fosse per ornare la tomba del proiezionista, sotterrata così in profondità nella sua memoria, quella tomba, così poco percepibile nella notte della sua coscienza che, con un gioco di prestigio che non sapeva spiegarsi, qualcosa in lui aveva provato il bisogno di sfogarsi su un lutto di facciata, un dolore alla luce del sole, e aveva scelto di pagare per la morte umiliante di Rodolfo Valentino, si era accusato di questo! La sua reputazione di cazzomolle, era colpa mia! Si era addossato la responsabilità di quella cosiddetta infamia senza che nessuno glielo avesse chiesto, di propria iniziativa: espiazione! [... ]oh! il senso del ridicolo... Un tarlo ben più vorace del rimorso! Non ti bastava essere un assassino, dovevi anche essere un assassino ridicolo? Per la prima volta, avvertì l'assoluto della propria solitudine, poiché nulla ci rende più soli, più sperduti in noi stessi della convinzione di essere ridicoli. Fu sorpreso dall'esplosione della propria risata. (IV, 20)“

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Tommaso Moro 40
umanista, scrittore e politico inglese 1478 – 1535
„Le pecore, queste miti creature, alle quali basta solitamente così poco cibo, stanno diventando talmente voraci ed aggressive, a quel che ho appreso, da divorare persino gli uomini. Ingoiano campi, case, città. In tutte le regioni del regno nelle quali si produce una lana più fine, quindi più costosa, nobili e proprietari terrieri – e perfino alcuni abati, nonostante la loro santità – si danno da fare per recintare le terre e destinarle al pascolo, impedendone la coltivazione. Così, non bastando loro le rendite e i prodotti che gli avi ricavavano dai poderi, e non sentendosi sufficientemente appagati dal privilegio di vivere negli agi senza essere di alcuna utilità agli altri, mandano in rovina borghi e case, lasciando in piedi solo le chiese perché servano da stalla alle greggi. (da Utopia, I, p. 30)“

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Aristotele 211
filosofo e scienziato greco antico -383 – -321 a.C.
„I serpenti, in particolare, sono i più voraci fra gli animali. Essi bevono molto poco, [... ] comunque, non riescono a trattenersi dal bere vino. Per questo motivo alcuni cacciano le vipere versando del vino in piccoli recipienti collocati in fori fatti nelle pareti. In questo modo rendono le vipere ubriache. [... ] I serpenti, che sono carnivori, prima privano di tutti gli umori vitali l'animale che catturano e poi lo espellono dall'orifizio posteriore. Fanno una cosa analoga altri animali simili, come per esempio i ragni. Questi ultimi però traggono i liquidi dall'esterno, mentre i serpenti lo fanno all'interno del proprio stomaco. (VIII, 4; 2015, pp. 25-26)“

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Henry Fielding 23
scrittore, drammaturgo e giornalista inglese 1707 – 1754
„Quello che è comunemente chiamato amore è in effetti il desiderio di soddisfare un vorace appetito con una certa quantità di delicata carne umana bianca.“

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Molière 70
commediografo e attore teatrale francese 1622 – 1673
„Mi disturba di più trovare uomini di bassa morale, ingiusti o egoisti che vedere scimmie maliziose, lupi selvaggi, o l'avvoltoio vorace.“


Gus McLeavy 1
scrittore
„Dozzine di orsi vengono trovati morti ogni estate in Alaska e in Canada, uccisi dalla perdita di sangue provocata dalle zanzare voraci. L'aspettativa di vita di un uomo nudo nella tundra in estate è di circa 15 minuti. In quel tempo, circa 250.000 zanzare potrebbero succhiargli abbastanza sangue da ucciderlo.“

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Giuseppe Genna 16
scrittore italiano 1969
„La carne che suppura, non più viva e non ancora putrefatta, che alimenta, che viene venduta, e scambiata, che propaga la vita in ogni direzione, traslata dove c'è necessità, intorno a cui vertiginosi flussi immateriali di denaro – cioè di sogni e ambizioni, cioè di sottilissima materia – ondulano e s'intersecano e aggiungono voracia a voracia? La carne fatta di filamenti luminosi, prodigiosi. La carne che si mastica. Con i denti, col corpo. La carne ultracorpo. (da Non toccare la pelle del drago)“

Alberto Negrin 3
regista italiano 1940
„Anche io sono ‘pubblico’, anzi lo sono moltissimo e credo che gli spettatori abbiano un feroce, insoddisfatto, vorace appetito e desiderio, purtroppo non corrisposti se non in casi più unici che rari.“

David Leavitt 37
scrittore statunitense 1961
„Il dolore è forse il più egoista dei sentimenti. Sicuramente è il più vorace. Divora il nutrimento dello spirito e affama l’empatia. (libro Il voltapagine)“


Christine Koschel 1
poetessa, scrittrice e traduttrice tedesca 1936
„Questo autunno è alla fine. Come un fuoco | ricco d'animali e chiaro – | un fuoco metafisico, un'infinità purificata – | ma limitato da ombre. Apriamo le ombre, apriamo | i morti. Entriamo nello splendore di vorace febbre | nella febbre delle stelle, in un tempo di passione | della profonda vigilanza. (Quest'autunno è alla fine)“

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Nikolaus Lenau 7
poeta austriaco 1802 – 1850
„Tornavan da un feral combattimento | spossati, e a passo lento, a passo lento, | tre cavalier. || Gravi han ferite, | il sangue a fiotti abbonda, | e si riversa, e la sua tepid'onda | bagna i destrier. || Giù lunghesso la sella e lungo il freno | scende, scende, e la polve in un baleno | rigando va. || Cavalcano i destrier languidamente; | il sangue che discorre ognor crescente | lassi li fa. || E i cavalieri anch'essi affaticati | l'uno all'altro serrandosi scorati | alfin posàr. || Mesti nel viso s'affisaro e muti, e sì l'un l'altro presero sparuti | a favellar: || «Vaga fanciulla a me rideva in sorte; | come di questa mia precoce morte | deve soffrir!» || «Ho casa, ho corte, e verde una foresta, | ed ora a me dinnanzi omai non resta | che di morir!» || «Già lo sguardo di Dio nel mondo ho fiso; | ma invano, ché destin ben triste e inviso | la morte m'è!»|| Ed ecco che, spïandoli voraci, | passar nell'aria tre condor rapaci | già si scerné, || Che in lor rauca favella hanno gridato: | «Quello a te spetta, a te quell'altro è dato. | E questo a me!» – ( I tre, pp. 88-89)“

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Jean-Antoine Roucher 1
poeta francese 1745 – 1794
„Quale nero pensiero rattrista la mia ebbrezza! | Questi agnelli che sotto i miei occhi impazzano d'allegrezza, | strappati alla loro madre, ai fiori di questo poggio, | finiranno in città abbattuti da un coltello. | Servono per apprestare un banchetto sanguinario, | dove l'uomo, arrogandosi un diritto immaginario, | tiranno degli animali, esibisce senza rimorsi | i suoi assassinî mascherati, e si nutre di morti. | Fermati, uomo vorace, fermati [... ].“

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Pablo Neruda 80
poeta e attivista cileno 1904 – 1973
„Nixon, Frei e Pinochet | fino a oggi, fino a questo amaro | mese di settembre | dell'anno 1973, con Bordaberry, Garrastuzu e Banzer, | iene voraci [... ] satrapi mille volte venduti | e traditori, eccitati | dai lupi di New York. (I satrapi)“

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