Frasi su vuoto


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Elisa 53
cantautrice, polistrumentista e produttrice discografica... 1977
„[A proposito di Jeff Buckley] Mi mancava qualcosa dentro e quel vuoto me lo riempiva lui.“ citata in Dark Angel – I testi di Jeff Buckley

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Fabri Fibra 285
rapper, produttore discografico e scrittore italiano 1976
„Due righe parallele che viaggiano all'infinito | Nello spazio vuoto senza mai toccarsi l'una con l'altra | Come la figa e Marco Carta.“ da Double Trouble, n.° 4


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Carlo Zannetti 76
chitarrista, cantautore e scrittore italiano 1960
„Quando più nessuno ti cerca ti senti inutile, vuoto, quasi morto, e puoi facilmente rimanere seppellito sotto le foglie secche delle tante supposizioni.“ p. 9

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Helen Keller 60
scrittrice, attivista e insegnante statunitense 1880 – 1968
„Una volta conoscevo l'abisso dove non c'è speranza e dove l'oscurità si stende su ogni oggetto. Fu allora che l'amore venne e liberò la mia anima. Una volta conoscevo soltanto oscurità e immobilità. Ora conosco la speranza e la gioia. Una volta piagnucolavo e davo pugni contro il muro che mi teneva rinchiusa. Ora mi rallegro nella consapevolezza di poter pensare, agire e ottenere il Paradiso. La mia vita non aveva passato né futuro. Un pessimista avrebbe detto che [in quelle condizioni] "la morte è qualcosa da desiderare fervidamente". Ma una piccola parola cadde dalle dita di un'altra sulla mia mano che si aggrappava al vuoto e il mio cuore afferrò l'estasi della vita. La notte scappò di fronte alla luce del pensiero e l'amore e la gioia presero il sopravvento sull'obbedienza alla scienza. Può mai una persona che è scappata da una tale cattività, che ha provato il brivido e la gloria della libertà, essere pessimista?“

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Gue Pequeno 92
rapper italiano 1980
„Amo soltanto il vuoto che lasci, mai se ci sei, ma solo quando parti.“ da Fuori

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Noyz Narcos 129
rapper, beatmaker e writer italiano 1979
„L'orgoglio frega la vita di un uomo, cresce l'invidia sul prato del vuoto solcato dall'odio“ da Nessun riscontro, in Sangue, 2003

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Stephen King 348
scrittore e sceneggiatore statunitense 1947
„Ma chi sa per quanto tempo può durare un lutto. Non è possibile che dopo trenta o quarant'anni dalla scomparsa di un figlio o di un fratello di una sorella, ci si ritrovi nel dormiveglia a pensare al defunto con lo stesso senso di nostalgia e di vuoto, la sensazione di un'assenza che non potrà mai più essere riempita.. forse nemmeno dopo la morte.“

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Demócrito 29
filosofo greco antico 460
„Per convenzione il dolce, per convenzione l'amaro, per convenzione il caldo, per convenzione il freddo, per convenzione il colore, secondo verità gli atomi e il vuoto.“ frammento 9


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Volfango De Biasi 20
regista e sceneggiatore italiano 1972
„15 aprile. Nessuno ha più voglia di fare l'amore, non c'è più spazio per i veri sentimenti. È rimasto solo il sesso, quello che gli uomini chiamano 'una sana svuotata di palle'. E lo trovi ovunque. La ricerca è facile e veloce, come trovare i biscotti del Mulino Bianco al supermercato. Che ti rimane? Un senso di vuoto e un po' di profumo sulla pelle, che va via alla prima doccia. È come bere acqua nel deserto e avere di nuovo sete dopo pochi minuti. Una cosa o un'altra ti è indifferente. Cambiando di continuo si perde il valore dell'unicità. Solo l'amore vero toglie la sete, sazia. Di quello c'è sempre meno traccia.“ Stralcio dal taccuino di Giada

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Gue Pequeno 92
rapper italiano 1980
„Tu sei invidioso perché non hai fatto il salto, io ti auguro di farlo. Nel vuoto. Dall'alto.“ da Grazie a me

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Erri De Luca 232
scrittore, traduttore e poeta italiano 1950
„Aveva smesso di cacciare stambecchi, era successo questo. Aveva sparato a un esemplare nella nebbia senza accorgersi che era femmina e senza vedere il piccolo vicino. La bestia colpita sul ripido aveva cercato di tenersi aggrappata alla roccia piantando zampe incerte, poi era caduta indietro, un salto in giù di buoni venti metri. Il piccolo senza incertezza era saltato nel vuoto della nebbia dietro la madre, ricadendo in piedi. La madre era rotolata di nuovo e precipitata, un salto anche più grande e il piccolo le era ancora volato dietro. Quando l’uomo raggiunse l’animale ucciso il piccolo era lì, un po’ storto sulle zampe, gli occhi grandi calmi desolati.“ libro Il peso della farfalla

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Brunori Sas 41
cantautore italiano 1977
„Canzoni che parlano d'amore | perché alla fine, dai, di che altro vuoi parlare? | Che se ti guardi intorno non c'è niente da cantare | solamente un grande vuoto che a guardarlo ti fa male.“ da Canzone contro la paura, n. 3


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Francesco De Gregori 279
cantautore italiano 1951
„E credo che fu in quel preciso momento | che venne da molto lontano un ricordo, | qualcosa di simile a un pianto di madri; | e due angeli vestiti di bianco | scesero con aria stupita | e il vuoto nel cuore, | e aprimmo al pianto le finestre del dolore.“ da Finestre di dolore, n. 10

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Gue Pequeno 92
rapper italiano 1980
„Vorrei farti posto nel mio cuore ma fa troppo freddo, è vuoto.“ da Rose Nere

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Cassandra Clare 172
scrittrice statunitense 1973
„Da quando aveva scoperto che Jonathan era vivo si era chiesta perché sua madre avesse pianto ogni anno nel giorno del suo compleanno. Perché piangeva, se lo aveva odiato? Ma ora lo capiva. Sua madre aveva pianto per quel bambino che non aveva mai avuto, per tutti i sogni che avevano alimentato la sua idea di avere un figlio, la sua idea di come sarebbe stato quel figlio. E aveva pianto per ciò che lo aveva distrutto prima ancora che fosse nato. E così, come Jocelyn aveva fatto per tanti anni, ora Clary stava accanto allo Specchio Mortale e piangeva per il fratello che non avrebbe mai avuto, per il bambino a cui non era mai stata data l'occasione di vivere. E piangeva anche per le vittime della Guerra Oscura, piangeva per sua madre e per la perdita che aveva subito; piangeva per Emma e i Blackthorn, ricordando come avessero ricacciato indietro le lacrime quando aveva detto loro di aver visto Mark nelle gallerie delle fate, ormai membro forzato della Caccia Selvaggia; piangeva per Simon e per il vuoto nel suo cuore là dove lui era sempre stato; e piangeva per se stessa e per com'era cambiata, perché a volte persino cambiare in meglio veniva percepito come una piccola morte.“

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Friedrich Nietzsche 519
filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco 1844 – 1900
„Fra eterni dubbi e nebbie persistenti ci sforziamo chiediamo nuovamente e con più forza: che promesse ha mantenuto il profeta? Dopo che l'olezzo delle divinità è stato spazzato via dal vento della nuova verità che fine ha fatto l'abisso misterioso dionisiaco nettare dio-non-dio di cui la nuova umanità doveva cibarsi? Che forse ci siamo nuovamente imbastarditi, dunque forse ci ritroviamo rimpinzati a adorare nuovi idoli moderni resi forti proprio dalla distruzione di tutto ciò che era vetusto antiquato, d'inciampo alla manifestazione della vita? Che ne è stato della volontà di potenza che ha permesso di poter proseguire su corde tese sull'abisso più tremendamente vertiginoso? Abbiamo sciolto i legacci che impedivano alle ali di avere l'aria per poi convincersi che volare è una storia da fanciulli? Abbiamo venduto per trenta denari d'argento il segreto in cambio dello sfatamento, del disincanto? Abbiamo rotto un eterno ritorno per un nuovo ciclo di diverso periodo e rivoluzione. Abbiamo fatto rapprendere il caos in caso. Abbiamo in definitiva preteso troppo e non siamo riusciti a non scoppiare per poi accasciarci divelti e lasciarci trasportare da quello che è il mondo. Ammettiamolo siamo stati a volte e di nascosto paghi e soddisfatti, anche noi abbiamo acceso qualche lume, bruciato del grasso odoroso ai nuovi dei, commesso nuovi peccati seguito nuove virtù. C'è un qualche scarto fra quello che profondamente siamo e quello che semplicemente pensavamo pensiamo d'essere. E come se la sovrapposizione fra le due cose fosse imperfetta. Ed è li che si insinua, in quelle crepe in quelle fessure, tutto ciò che non è libertà. Cos'è a questo punto l'Uomo. Anche i prefissi hanno fallito. Dobbiamo rassegnarci? A cosa dobbiamo rassegnarci. Al fatto di non poter tornare indietro che ciò che si smaschera non può essere rivelato? all'impossibilità di reggere il tremendo paradosso di un nulla adesso non più ricolmo e saturo di potenza ma sempre più vuoto? Giuravamo guerra a quelli dell'umanità e adesso non riusciamo a reggere i nostri inganni, ecco ciò che ci siamo ridotti a pensare. Come rispondere a questi tranelli come sfuggire a queste perseguitanti domande? Ecco la mia estrema panacea e rimedio: innalzate vorticose are all'esempio unico comandamento e redentore unica grazia e liberazione. Che vibri il fiato negli ottoni per annunciare l'Unico nostro strumento contro la nostra rassegnazione.“ da una lettera al dott. Skitafka 24 agosto 1900