Frasi su zitella


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Arthur Rimbaud 98
poeta francese 1854 – 1891
„Che zitella divento, se mi manca il coraggio di amare la morte! (da Cattivo sangue, 1995)“

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Frédéric Beigbeder 9
scrittore e critico letterario francese 1965
„Così aspetta il Principe Azzurro, questo stupido concept pubblicitario generatore di donne deluse e future zitelle incidite, mentre solo un uomo imperfetto potrebbe renderla felice.“


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Giovannino Guareschi 52
scrittore italiano 1908 – 1968
„Scrissi col lapis, sopra la punteggiatura, come vogliono appunto le convenzioni internazionali che tutelano il diritto delle genti: "Signora, robustizza pacco pentachìlo a 1/2 cedola all'uopàta evitando medicincarte et infiammabili. Pàccami lancorredo, sigartabacco e seccacastagne. Se però credi castagne ben cotte possano giovare al bambino, non inviarle. Non mi manca niente. Di una sola cosa ti prego: che la sera della vigilia di Natale tu imbandisca la tavola nel modo più lieto possibile. Fai schiodare la cassa delle stoviglie e quella della cristalleria; scegli la tovaglia migliore, quella nuovissima piena di ricami; accendi tutte le lampade. E prepara un grosso albero di Natale con tante candeline, e prepara con cura il presepe vicino alla finestra, come l'anno scorso. Signora, io ho bisogno che tu faccia questo. Il mio pensiero ogni notte varca il reticolato: lo so, ti riesce difficile figurarti il mio pensiero che varca il reticolato. Il pensiero è un soffio di niente e non ha volto: e allora figurati che io stesso, ogni notte, esca dal recinto. Figurati un Giovannino leggero come un sogno e trasparente come il vento delle serenissime e gelide notti invernali. Io, ogni notte, approfitto del sonno degli altri e mi affido all'aria e trasvolo rapido gli sconfinati silenzi di terre straniere e città sconosciute. Tutto è buio e triste sotto di me, e io affannosamente vado cercando luce e serenità. Rivedo la Madonnina del Duomo, ma le strade e le piazze non sono più quelle di un tempo, e stento a ritrovare il nostro quarto piano. Signora, non dire che sono il solito temerario se entro in casa dal tetto: anzi, loda la mia prudenza se non mi avventuro lungo le macerie della scala. E poi il tetto è scoperchiato e si fa più presto. Riconosco lo scheletro delle nostre stanze e ricerco i nostri ricordi nascosti sotto i rottami dei muri crollati. Tutto è buio, freddo e triste anche qui, e soltanto se la luna mi assiste riesco a scoprire sui brandelli delle tappezzerie che ancora pendono alle pareti, i riquadri chiari e la topografia dei nostri mobili. Per le strade deserte, cammina soltanto la paura vestita di luna. Su un brano di tappezzeria dell'ex-anticamera vedo un fiorellino. Uno strano fiore nero a cinque petali. Signora, rammenti quando Albertino decorò le nostre stanze con la piccola sciagurata mano intinta nell'inchiostro di China? Inutilmente vado a ricercare vestigia di giorni lieti fra le pareti dell'ufficio; le pareti non ci sono più, e il grande edificio è un cupo mucchio di cemento annerito dal fumo. Fuggo dalla città buia e silenziosa, e rivedo i luoghi dove, zitella, tu mi conoscesti zitello. Ma nche qui è squallida malinconia, eio mi rifugio alla fine nella casupola dove si accatastano i miei ultimi effetti e i miei primi affetti. Tu dormi, Albertino dorme, mia madre, mio padre dormono. Tutti dormono, e cercano forse di ritrovare in sogno il mio ignoto, lontano rifugio. I nostri mobili si affollano disordinatamente nelle esigue stanze immerse nell'ombra, e dentro le polverose casse del solaio le parole dei miei libri si sono gelate. Signora, io cerco un po' di luce, un po' di tiepida serenità, e invece non trovo che buio e freddo, e non posso ravvisare nel buio il volto di mio figlio, e sui laghi e sulle spiagge tutto è spento e abbandonato, tutto è silenzio, e io rinavigo verso il recinto e torno al mio pagliericcio portando il gelo nelle ossa del numero 6865. Signora, bisogna che, almeno la notte di Natale, il mio pensiero, fuggendo dal recinto, possa trovare un angolo tiepido e luminoso in cui sostare. Voglio tanta luce: voglio rivedere il vostro volto, voglio rivedere il volto dell'antica serenità. Altrimenti che gusto c'è a fare il prigioniero?" Qui ebbi la sensazione che le 24 righe stessero per finire, e mi interruppi. Le righe erano in effetti 138, e io avevo riempito le 24 mie, le 24 della risposta e altri cinque foglietti che stazionavano nei paraggi. Con estrema cura cancellai tutto e ricominciai da capo: "Signora, robustizza pacco pentachìlo a 1/2 cedola all'uopàta evitando medicincarte et infiammabili. Pàccami lancorredo, sigartabacco...“

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Ian Fleming 28
giornalista, militare e scrittore inglese 1908 – 1964
„Ricavo un ridicolo piacere da quello che mangio e bevo. Dipende dal fatto che sono scapolo, ma soprattutto dal vizio di curare esasperatamente i particolari. Sono pedanterie degne di una vecchia zitella, ma in genere quando lavoro devo mangiare da solo, e fare caso a tutto rende la cosa più interessante. (cap. 8, pag. 66)“

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Mario Praz 84
critico d'arte, critico letterario e saggista italiano 1896 – 1982
„I libri gialli occupano un degno posto accanto al fosfoiodarseno, agl'ipofosfiti, all'olio di fegato di merluzzo, e a quelle pozioni che i farmacisti preparano per ristabilire l'equilibrio delle zitelle insoddisfatte. Oscuri istinti, che potrebbero trovare sfoghi dannosi alla società, s'incanalano in perfetto ordine nello sfiatatoio d'una detective story. Il raziocinio, che trova repellente l'induzione scientifica, si diletta presso i più nell'esercizio degli indovinelli a parole incrociate, nel calcolo di probabilità del poker, o, appunto, nel seguire un'avventura poliziesca. (p. 51)“

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Mina 197
pagina di disambiguazione di un progetto Wikimedia 1940
„Detesto la moda Courréges che trasforma le donne in altrettante adolescenti senza sesso. Il mio consiglio di bellezza? Curare al massimo i capelli: un bel viso, un corpo perfetto, un abito di gran classe scompaiono, o sembrano addirittura brutti, se i capelli sono in disordine o la pettinatura non è adatta a valorizzare il volto e il tipo di una donna. Quanto a me, essere ben pettinata significa essere sempre un po', e volutamente, spettinata: sto malissimo con i capelli leccati e laccati, tutti ben sistemati e perfettamente in ordine. Assumo immediatamente l'aria di una brava zia, magari inglese, naturalmente zitella. (da Mina: sono una pertica e me ne vanto, Oggi, 30 giugno 1966)“

Pasquale Penta 2
medico e criminologo italiano 1859 – 1904
„Eppure in mezzo a questo apparente deserto di affettività e di sentimenti, in mezzo alle rovine e alle devastazioni che produceva, quanti atti nobili e generosi! Prima che qualcuno si fosse arruolato tra i suoi briganti, ne scrutava la vita, l'animo: lo prendeva se era fermamente deciso e se doveva vendicarsi di qualche ingiustizia, lo mandava via se era un imbelle, non avesse nulla da vendicare o fosse spinto da solo puerile capriccio. Voleva e imponeva che fossero rispettate le donne oneste, maritate o zitelle; che non si facesse male oltre il necessario e non si eccedesse nella misura della vendetta per compiere la quale era inesorabile: a molte giovani che non avevano come maritarsi regalò denaro; a dei poveri contadini comprò armenti ed utensili di lavoro. Furono questi alcuni degli atti nobili compiuti da Crocco, che lo resero tra gli umili ed i poveri popolare e beneamato, che gli crearono un'aureola come a quasi tutti i grandi briganti – e sono questi atti tutti che ce lo rivelano nella sua vera natura di delinquente primitivo, capace in verità di grandi reati, ma anche di generosità, di sentimenti nobili, di belle azioni. (da Rivista mensile di Psichiatria forense)“

Viola Veloce 8
impiegato, scrittore
„Dico sempre a mia figlia: sposati, perché se anche tuo marito dovesse morire, saresti vedova, ma almeno non rimarresti zitella. Dovete sposarvi, ragazze. E andare finalmente in giro a testa alta! (libro Omicidi in pausa pranzo)“


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Lana Turner 13
attrice statunitense 1921 – 1995
„Trovo gli uomini estremamente eccitanti ed una ragazza che non la pensa così è una vecchia zitella anemica, o una prostituta, o una santa.“

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Edna Ferber 4
scrittrice e drammaturga statunitense 1885 – 1968
„Essere una vecchia zitella è come morire per annegamento - una sensazione davvero piacevole, dopo che hai cessato di dimenarti.“

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Keira Knightley 13
attrice britannica 1985
„Solo il vero amore può indurmi al matrimonio, ragion per cui rimarrò zitella. (Film Orgoglio e pregiudizio)“

Wilhelm Mühs 16
giornalista (giornalista di Radio Vaticana)
„Le zitelle sono delle egoiste sfacciate: vogliono il tepore del letto tutto per sé.“


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Luciano De Crescenzo 202
scrittore italiano 1928
„[... ] come si dice a Napoli «sfortunate con i mariti», erano due zitelle di ritorno.“

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William Blake 77
poeta, incisore e pittore inglese 1757 – 1827
„La prudenza è una ricca e ripugnante vecchia zitella
corteggiata dall'Incapacità.“

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William Somerset Maugham 97
scrittore e commediografo britannico 1874 – 1965
„Una vecchia zitella può essere scusata soltanto se ha sofferto trent'anni per un uomo adesso sepolto sotto la neve o sposato ad un'altra donna. (p. 21)“