“Finite le guerre, ci sono ancora tanti eroi sparsi per il mondo che non avranno mai una medaglia al valore, nè una statua nella piazza del paese, ma che avranno salvato vite, rischiando la loro, ritornando dopo dietro le quinte del quotidiano.” Giuseppe Tobia
“La guerra non distingue i buoni dai cattivi, i piccoli dai grandi, gli angeli dai demoni. La guerra distrugge tutto, tutto, tutto inesorabilmente.” Giuseppe Tobia
“È sotto le macerie, che le guerre lasciano nelle città, che i bambini cercano i loro trenini e le bambine le loro bambole per continuare i loro giochi,incuranti dell'odio dei grandi.” Giuseppe Tobia
“Noi appariamo sulla Terra col miracolo della nascita e scompariamo per sempre col mistero della morte.” Giuseppe Tobia
“Quando eravamo bambini, ci raccontavano delle favole in cui c'erano mostri, fantasmi, streghe e orripilanti malefizi. Sapevamo che quei magici e terribili mondi servivano solo per dare un tocco di mistero alle favole e ci addormentavamo sereni. Da grandi, abbiamo scoperto che tutta quella malefica schiera è uscita dalle favole e, la notte, viene spesso a trovarci, non facendoci dormire, fino a quando non riusciamo a cacciarla via. Sono i nostri cattivi pensieri!” Giuseppe Tobia
“Come i grandi"chefs"tengono gelosamente segrete le ricette delle loro prelibatezze, così la vita non rivelerà mai i suoi più reconditi misteri.” Giuseppe Tobia
“Il nostro corpo è lo scrigno dell'anima e, come tutti gli scrigni, contiene un tesoro, di cui solo noi possediamo la chiave.” Giuseppe Tobia
“La sensibilità dell'anima è la somma della gentilezza, dell 'educazione e della cultura.” Giuseppe Tobia
“Ci sono parole che penetrano nell'anima e le possono far male più di quanto facciano i proiettili di una colt con il corpo.” Giuseppe Tobia
“Il passato lascia delle ferite nell'anima che il tempo può forse anche guarire, ma che la sfregeranno per sempre.” Giuseppe Tobia
“La sacralità del rito della tavola del commissario Montalbano, descritta da Camilleri nei suoi racconti, indica come, in Sicilia, essere davanti a un piatto che sprigioni sapori e odori tali da inebriare i sensi e l'anima, siano degli arancini o una parmigiana di melenzane o altre bontà, sia come immergersi in una preghiera di ringraziamento, quasi pagana, alla decima musa.” Giuseppe Tobia