“La vita non ama i timidi. Quindi, i tuoi rossori lasciali ai tramonti del sole e alza la cresta come fa il gallo che, all'alba, fiero, si appresta a combattere il nuovo giorno.” Giuseppe Tobia
“Sono i malati quelli che aspettano di più l'alba perché li libera dalla solitudine e dagli incubi della notte.” Giuseppe Tobia
“I gialli sono il modo migliore, dopo aver passato una notte insonne, di aspettare l'alba.” Giuseppe Tobia
“In Sicilia, il giorno dei morti, per noi vecchi, non è solo il giorno del ricordo dei nostri cari defunti, della visita ai cimiteri e dei fiori, tanti fiori, ma è principalmente il ricordo della nostra infanzia. Quando, svegliati all'alba, cercavamo con tremore il trenino che il nonno morto aveva nascosto sotto il letto o il soldatino di piombo che la cara nonna, che ormai non c'era più, aveva messo dietro la tenda e poi la frutta di Martorana, tanta frutta messa in cestini lavorati e nascosta qui e là per tutta la casa. In Sicilia, il due novembre, per noi vecchi, è il giorno delle nostalgie.” Giuseppe Tobia
“Quando il vento leggero della primavera lievemente ci accarezza il viso, ci ritorna in mente nostra madre che, col suo dolce sorriso, posava amorevolmente le sue labbra sulla nostra guancia, accarezzandoci i capelli.” Giuseppe Tobia
“Il sorriso di un bambino entra nei nostri cuori come un raggio di sole che rischiara una stanza buia.” Giuseppe Tobia
“Sfogliare l'album delle foto di famiglia è rivedere la propria vita senza accorgersi di tutte le inquietudini che si nascondono dietro i sorrisi.” Giuseppe Tobia
“Tutte le belle sconosciute della nostra vita, quelle che abbiamo incontrato sui metrò, per strada, in un caffè di periferia o in ascensore. Quelle con cui abbiamo incrociato lo sguardo e scambiato un sorriso per un istante e sono scomparse per sempre. Non le avremo riviste mai più, ma saranno quelle che avremo amato di più e forse sognate nell'ultimo istante della nostra vita.” Giuseppe Tobia
“Il vero aforista non ha bisogno dei versi per esprimersi. Egli con poche parole plasma il pensiero profondo dell'Io e va al di là della poesia perché accende nel lettore una luce che gli illumina dentro, come la maieutica socratica, delle verità nascoste che non sapeva di possedere.” Giuseppe Tobia