“La città è alienante col suo asfittico smog, le frenetiche corse per andare al lavoro e l'ansia di arrivare in ritardo, le sue luci abbaglianti, il cemento dappertutto, il rumore assordante dei clacson e, ora, anche le migliaia di mascherine che ci tolgono l'aria e i passanti che si schivano tra loro come se fossero degli appestati. Forse, è arrivato il tempo di seguire l'esempio dell'allegra brigata del Decamerone che, scappando dalla peste e da Firenze, andò a vivere in campagna, ritrovando così la gioia di vivere amenamente nella pace e nel verde della Natura e di respirare i suoi effluvi a pieni polmoni.”
Giuseppe Tobia
“Seduti nell'anfiteatro, silenziosi e assorti, gli antichi Greci guardavano gli attori, nascosti dalle loro maschere, recitare Eschilo, Sofocle ed Euripide. I miti degli eroi e le loro tragiche vicende, espresse con frasi lapidarie e immortali, s'imprimevano nella mente degli spettatori e in loro avveniva la catarsi, la purificazione. Amore, odio, vendetta, adulterio, senso di colpa e tanti altri turbamenti dell'anima, rivivevano virtualmente nello spettatore, causando in lui pietà, compassione e paura, dissuadendoli dal percorrere la stessa strada dei personaggi delle tragedie. Era un transfert che non prevedeva costose sedute dallo psicanalista e, nello stesso tempo, rasserenava e arricchiva. I Greci, senza saperlo, avevano inventato la psicanalisi prima di Freud!”
Giuseppe Tobia