“Milleflua Reminiscenza
Gragnola, stemperata subitanea
la milleflua reminiscenza,
smilza della tua leziosa tenerezza
sul negletto trabucco d'amore,
dove la dolce luce di rugiada
sulle nostre radici intrecciate
nei germogli di predilezione,
di quel tempo, ormai sfumato,
nella brezza della tradigione,
rifulge ancora, ancora, seppur solo,
per un duttile battito d'ali
in quel abtorto batticuore,
fragoroso nella sua danza,
bruciando ogni unguento di gioia
sul mio cuore arso dal freddo
dalla tua acre carenza,
nella solitudine che echeggia
tra ombre asciutte accusatorie,
a farmi male, scivolando flemmatico
nelle onde del cosmo senza meta,
senza àncora che mi leghi a te.
Gragnola, oberata di melanconia
la milleflua reminiscenza,
sul mare crespo che carezza
la percezione dell'istante,
che elude l'alea di soffrire,
la galaverna della tua assenza
nelle mie rarefatte stagioni del cuore.
Laura Lapietra ©”
Laura Lapietra
“Dama Solitudine
Ombra di solitudine
che m’avvolgi,
dama velata,
compagna fedele,
al mio fianco
mai t’assopisci,
non per errore,
non per benevolenza.
Nelle tue braccia
ogni gioia si spegne,
e d’ombra il cuore si veste,
spezzando il ritmo
della vita che corre,
sotto la luna,
pallida e cortese.
Il mondo si copre
d’un manto stellato,
il vento bisbiglia
lingue straniere.
Pian piano si spengono
le luci delle case,
restano i lampioni,
solitari custodi.
Tutto è così dolente
nel cuore solo.
Che io sia in un castello
di antichi splendori,
o in una nave a solcare
oceani senza fine,
o alla scoperta della foresta
oscura e misteriosa,
il tuo sussurro,
lieve e inesorabile,
sempre riecheggia.
Nessun banchetto,
né risate felici,
né ardite avventure
possono dissolvere
la tua cruda pece.
Oh, mai mi abbandoni,
solitudine.
L’amore mi ha lasciato
a disseccarmi,
e tu, leggiadra,
mi avvolgi e mi attacchi.
Ora soltanto il passo
rimbomba,
tra queste mura
di pietra infranta.
Dama delle lacrime,
in te trovo un’eco
d’un sapore d’antico,
una profonda lezione,
un monito silente.
Il vuoto m’insegna
un oro d’antico valore,
l’essenza d’essere,
l’umile ragione.
Perché se il nulla
regna sovrano,
l’anima libera
cerca il divino,
per ritrovare
vita che risorge.
Nel silenzio,
l’eterno lontano
può tornare a parlare,
con un accento
d’amore e di speranza.
Laura Lapietra ©”
Laura Lapietra
“Abbracciami Amore Mio
Abbracciami sempre, amore mio,
mio caro soffio d'amore
sulla cima della mia felicità.
Non c'è posto più bello
dove riposare serena e protetta,
se non nelle tue forti braccia.
Abbracciami come se fosse
l'ultima volta, per poi donarci
alle fiamme del nostro desiderio.
Ogni preoccupazione sfuma
nel tuo sguardo silenzioso,
mentre racconta la forza che mi dai.
Abbracciami nel tuo perdono
quando la rabbia sfoglia i giorni,
dove le sue parole scritte sono dure.
Lasciami, ad occhi chiusi e sognanti,
avvicinare al tuo cuore che batte
l'amore giurato che ci lega per la vita.
Abbracciami, amore mio,
lascia che sia origine senza fine
questo sentimento chiamato amore.
Laura Lapietra ©”
Laura Lapietra
“Acqua e Fuoco
Scorrono come acqua d'impeto
le tue carezze sulla mia pelle,
fredde come la neve del tuo cuore.
Brucia la mia anima,
mentre arde d'amore al solo
tocco del tuo sguardo mentre sei qui.
Bagnate parole pronunci sottovoce,
prive di verità, spazzano come fiume
ogni speranza tra le mie mani.
Divampo al solo pensiero di perderti,
tra la lava del vulcano che erutta
parole di passione e sentimento,
messe a tappeto solo per te!
Sei acqua che quieta la mia ragione
senza spegnere la luce
di raggiungerti
per fondermi in eterno.
Sono fuoco che ti prosciuga,
divorandoti nel calore dei miei baci,
dolci e veraci, musica orchestrale.
Sono la futile parentesi indesiderata
nella tua stagione senza ancora
che mi voglia trattenere in te.
Sei tu per me, quel combustibile
che, acceso nella notte senza tempo,
brilla di scintille luminose
ad abbagliarmi il respiro che ti urla,
quel "ti amo da morire, da morire."
Sei calma acqua di mare
in superficie,
antartica come i tuoi gesti
che sprechi nella tua distrazione.
Io, io quel fuoco di fulmine
che si scaglia per amore bruciando
nell'acqua che non può bere
per goderne la sua essenza pura,
tu, il flusso della mia vitalità,
ristoro della mia sete senza fine,
agonia senza pace che consoli, mai.
Laura Lapietra ©”
Laura Lapietra