“Si può morire in tanti modi:crocifissi come Gesù, con la cicuta come Socrate, in una vasca da bagno come Marat, gloriosamente come i generali dei grandi eserciti nei campi di battaglia o miseramente come la gracile vecchietta nel suo povero giaciglio. Ma, quando arriva, la Morte non si cura del suo prescelto. Chiunque sia, gli gira intorno, avvolta nel suo mantello nero, brandendo la lucente falce, e, danzando la sua danza macabra, come nelle icone del Medioevo, quando scocca l'ora, lo ghermisce, come l'aquila la sua preda, sparendo nel buio dell'eternità.”
Giuseppe Tobia
“Essere in campo da solo, lottare per vincere, soffrire, cadere e rialzarsi, non mollare mai,piangere, gioire, sempre da solo e, poi, la pallina che, al momento del match point, danza sul nastro della rete e che, dipende da quale parte del campo vada a finire, ti può fare vincere o perdere. Il singolare del tennis è davvero la metafora della vita.”
Giuseppe Tobia
“Nasciamo, viviamo, moriamo, ci seppelliscono, diventiamo ossa e poi polvere e,se qualcuno ci scava, voliamo nel vento e i nostri granelli si libreranno nell'aria, come gli uccelli. Se no resteremo sottoterra fino a quando anche la Terra diventerà tantissimi granelli che saranno mangiati dal Sole morente e allora anche noi diventeremo una parte del Sole e nella notte della notte dei tempi,forse, quando il Sole morrá per sempre, quei granelli vagheranno nell'Universo e il seguito....Come nelle serie tv, toccherà al Grande Regista definire il finale dell'ultima e definitiva stagione del nostro destino.”
Giuseppe Tobia