“Si può pensare Dio felice? Se sì, vuol dire che non si cura di noi uomini, se no, è impossibile pensare un Dio infelice. Non sarebbe un Dio. Allora, forse, indifferente. In questo caso, non avrebbe avuto nessun motivo per crearci. Conclusione:a dispetto delle religioni, Dio non può essere né pensato, né definito,essendo al di là del nostro intelletto,ma soltanto intuito.”
Giuseppe Tobia
“Forse dormivo, forse ero in dormiveglia, ma ho fatto un sogno strano. Tutti i Santi del calendario, Geova, Buddha, Brahma, Visnù e Shiva, tutti gli dei dell'antica Grecia e poi tante altre divinità di altre religioni, accompagnate dai loro profeti, mi venivano incontro e spingendosi e alzando la mano, mi chiedevano di essere scelti, gridando il loro nome a squarciagola. Ad un tratto, in mezzo a tutto quel marasma, si levò una Voce, altisonante e maestosa ,che, dall'alto, da molto in alto, sovrastando il vocio della folla, così diceva: "Basta, con tutte queste comparse!". E li ha cacciati tutti. Si sono ritirati in buon ordine e anche la Voce s'è taciuta.”
Giuseppe Tobia
“Li avevo raccolti con le mie mani, inerpicandomi sui costoni scoscesi della montagna, ancora umidi di rugiada, verdi e odorosi, così come fecero i Saraceni di Eufemio, quando, arrivati in Sicilia,senza cibo e affamati, li videro per la prima volta e li raccolsero sulle dune delle spiagge di Mazara del Vallo e con le sarde, pescate fresche fresche, e il prezioso zafferano, dall'inconfondibile colore tra l'arancione e il rosso, che avevano portato dall'Oriente, inventarono quell'afrodisiaco piatto che tra poco sarebbe stato sulla mia tavola, dopo avere inondato prima tutta la casa con il suo inebriante profumo. Sto parlando dei finocchietti selvatici e il piatto è, la "Pasta con le sarde,"vanto gastronomico della Sicilia. Piccolo consiglio:non assaggiatelo al ristorante, fatevi amici di Adelina, la governante del commissario Montalbano, e fatevi invitare a casa sua. Non ve ne pentirete e vi leccherete sicuramente i baffi!”
Giuseppe Tobia
“Non sono le storie dei grandi uomini che contano veramente, con le loro guerre, le loro battaglie, le loro vittorie, le loro sconfitte e la loro "gloria"e vanagloria, ma quelle dei piccoli uomini e delle piccole donne con i loro amori, le loro illusioni e le loro delusioni. Sono più vere e più umane e parlano di sogni realizzati o infranti, di vite combattute, vinte o perse, e non di morti, di massacri, distruzioni e olocausti.”
Giuseppe Tobia