“Credere che l'amore sia la panacea per raggiungere la felicità è come prendere una medicina senza tenere conto delle controindicazioni.” Giuseppe Tobia
“C'è negli uomini un impulso alla distruzione, alla strage, all'assassinio, alla furia, e fino a quando tutta l'umanità, senza eccezioni, non avrà subíto una grande metamorfosi, la guerra imperverserà: tutto ciò che è stato ricostruito o coltivato sarà distrutto e rovinato di nuovo; e si dovrà ricominciare da capo.” Anna Frank (1929–1945) ebrea tedesca vittima del nazismo Mondadori 1966, p. 199
“Il nostro pensiero è come il fumo di un falò che ,un giorno,il vento gelido della morte disperderà per sempre nel cielo.” Giuseppe Tobia
“C'è chi ha visto sterminare tutta la sua famiglia nei forni crematori di Auschwitz ed ha mantenuto intatte tutte le sue capacità mentali. C'è, invece, chi per la morte del proprio cagnolino è caduto in una depressione profonda e irreversibile. La mente umana è davvero strana e indecifrabile!” Giuseppe Tobia
“Ogni minuto che passa, è un momento del nostro tempo in compagnia della vita e in assenza della morte.” Giuseppe Tobia
“Quando muore una persona cara, il mondo ci crolla addosso ed è allora che ci s'incontra con la Morte.” Giuseppe Tobia
“La Natura non è poi così cattiva. Ci tarpa le ali, ci offusca la mente e ci toglie la vita adagio adagio, senza che ce ne accorgiamo e ci porta verso la morte, seguendo un programma ben stabilito, un" libretto" che, come a teatro, si può seguire dall'inizio alla fine, tranne inaspettati cambiamenti in corso d'"opera".” Giuseppe Tobia
“Se pensi a quando tu morirai, non avere paura. Epicuro te l'ha detto, tu non ci sarai. Altri accoglieranno la morte per te con fiori, pianti, messe, cortei e sarai finanche ricordato con belle parole. Tu sarai già partito. Quando arriverai, se potrai, manda loro in sogno un messaggio e ringraziali per la loro premura e gentilezza.” Giuseppe Tobia
“Si può morire in tanti modi:crocifissi come Gesù, con la cicuta come Socrate, in una vasca da bagno come Marat, gloriosamente come i generali dei grandi eserciti nei campi di battaglia o miseramente come la gracile vecchietta nel suo povero giaciglio. Ma, quando arriva, la Morte non si cura del suo prescelto. Chiunque sia, gli gira intorno, avvolta nel suo mantello nero, brandendo la lucente falce, e, danzando la sua danza macabra, come nelle icone del Medioevo, quando scocca l'ora, lo ghermisce, come l'aquila la sua preda, sparendo nel buio dell'eternità.” Giuseppe Tobia