“C'è chi vede in un cliente un pollo da spennare, chi, invece, una gallina dalle uova d'oro. In ogni caso, tutti lo vedono uscire da un pollaio.” Giuseppe Tobia
“Imparerò a voltare pagina con quella stessa facilità di cui tu hai perso me mentre tenendomi la mano, già guardavi oltre coltivando interesse verso un altro paio di occhi da conquistare!” Laura Lapietra
“Sei solo tu a decidere chi sei per gli altri mai viceversa, anche se dovessero attribuirti costumi che indossati starebbero meglio a loro!” Laura Lapietra
“Incute Risoluzioni Colleziono onde di lembi cobalti, come puzzle per creare elisio infranto in uggia etra, dove astratto magenta permanente dell'istante che incorre nel bigio corrompe insigne lo strido dello squarciospargendo suspensecome pigmentidi gocce d'amore e fiducianel lungo boulevard della mia vita, per raccogliere fedele frammenti di argilla cotta inflitti nei manrovesci dei disingannia rapportarmi con la edulcorata realtàorientandomi inversamenteuscendo definitivamentedal seno dell'illusione ottusa di raggiungere un saggio traguardoal fine del viale dopo arduo affanno,quando invece prima dell'arcata iniziale marcia avrei dovuto rottare in orizzonti più rosei ponderando con alacre maestria una gloria più accessibile da abbracciare consapevole di ottenere per allietarmi nel recinto della quiete, che non avrei dovuto abbandonare per rincorrere le brillanti stelle nel firmamento del certo infinito incognito discusso in sub iudice dal mio animo in costante preda da quelle folate contraddittorie tra sogno e ragione a farsi guerra, per vincermi in fine consumata dai rimorsi e sensi di colpadi quel che poteva essere e non è stato per aver preso la direzione del sopravventosussurrato a gran fiato all'orecchio della mia impulsività, nel coronare cieca la ricerca terminale in un sorriso di sogno da stringere tra le mie braccia. ©Laura Lapietra” Laura Lapietra
“Incute Risoluzioni Colleziono onde di lembi cobalti, come puzzle per creare elisio infranto in uggia etra, dove astratto magenta permanente dell'istante che incorre nel bigio corrompe insigne lo strido dello squarciospargendo suspensecome pigmentidi gocce d'amore e fiducianel lungo boulevard della mia vita, per raccogliere fedele frammenti di argilla cotta inflitti nei manrovesci dei disingannia rapportarmi con la edulcorata realtàorientandomi inversamenteuscendo definitivamentedal seno dell'illusione ottusa di raggiungere un saggio traguardoal fine del viale dopo arduo affanno,quando invece prima dell'arcata iniziale marcia avrei dovuto rottare in orizzonti più rosei ponderando con alacre maestria una gloria più accessibile da abbracciare consapevole di ottenere per allietarmi nel recinto della quiete, che non avrei dovuto abbandonare per rincorrere le brillanti stelle nel firmamento del certo infinito incognito discusso in sub iudice dal mio animo in costante preda da quelle folate contraddittorie tra sogno e ragione a farsi guerra, per vincermi in fine consumata dai rimorsi e sensi di colpadi quel che poteva essere e non è stato per aver preso la direzione del sopravventosussurrato a gran fiato all'orecchio della mia impulsività, nel coronare cieca la ricerca terminale in un sorriso di sogno da stringere tra le mie braccia. ©Laura Lapietra” Laura Lapietra
“Radiosa SpemeE mi incammino mero scalzo nei versi cinerei del tempotra le pigre piaghe dei solchidegli eventi sordi e ostili, ai riarsi gemiti in quella ambascia che m'investe monsonico nel recinto spinato prominente di cespugli di rose assenti al sorriso della lucente vita nei miei limiti, al confine della mia intrinseca fedevolta alla radiosa spemedi quell'albore che mi vestedi lene intrepidezzanell'oltrepassare l'acre sentitodel mio lungometraggio, senza fine ai minutidel mio irresoluto destino ricamato a punto ermellinosulla pelle di seta del cuoresimilare a pioggia di stelle! Oh cuore mio sei dunquefoce di fiducia nell'avvenire?Oh caro cuore mioconfidarmi flebile quanto ancor dovrò camminare per non morire d'embléeda greve manrovescio, quando ostile vuol effigermisul viso mio riflessoal propizio astro celeste senza nebulose che offuschi a rendermi buona sorte. Cuor mio terso e impavido nel cobalto respiro persuasoda fulgida sterminata fiducia, sussurrarmi ancora ti prego quel segreto anticoche ancora e ancora ti lascia risorgere da torbide acque lindo e cheto senza fronzoli penduli d'incertezze, a serrarti il sorriso nella intima pozzanghera che inghiottire ti vorrebbe! Ragguagliami inarrestabile all'invocarti del giorno e sulle fauci della notte, affinché di radiosa spemeal sapor di vaniglia io viva chiara nell'amore in serbo in grembo alla vita che a sé mi intreccia, per non lasciarmi sdrucciolare via negli arroventati fondali dai spigolosi enigmi che inghiottirmi mi vorrebbe, ed io per sempre ti loderòcome un dio d'oro originato nel mio petto unicamente per rendermilibra nell'essenza d'anima che designa il mio folklore.©Laura Lapietra” Laura Lapietra
“L'eleganza del silenzio svela a sua volta un giudizio sopraffino, contrapponendosi a una valutazione corriva sul binario dell'astruso!©Laura Lapietra” Laura Lapietra