“Su altri pianeti, mondi di dimensioni modeste, si adottavano misure specifiche per controllare la situazione meteorologica di superficie. Su un pianeta a controllo climatico non si correva il rischio che le truppe s’impantanassero nel fango o congelassero nella neve nei momenti meno opportuni. E un buon comandante doveva pensare anche a quelle cose. Molte battaglie erano state perdute in passato non a causa del nemico ma per le piogge torrenziali o per l’abbassamento della temperatura. Il kamikaze, o Vento Divino, un tempo aveva salvato l’antico impero terrestre nipponico da un’invasione dal mare; migliori condizioni atmosferiche all’inizio della Guerra d’Indipendenza ne avrebbero rovesciato le sorti a favore degli stati del sud e le guerre australiane, l’azione poliziesca acturiana e il conflitto Berringetti si sarebbero conclusi diversamente se non avessero risentito in un modo o nell’altro dei capricci di una ecologia naturale. Quanto doveva essere irritante venire sconfitti da un banale monsone pur sapendo di essere superiori in numero e forze, di possedere vantaggi tattici a livello di terreno e di equipaggiamento e di poter implementare strategie nettamente migliori rispetto al nemico. Una sfortuna del genere avrebbe trasformato in credente anche un ateo.”Steve Perry (1947) scrittore statunitenseOrigine: Aliens. Incubo, p. 85Sulla guerra, Passato, Mare, Tempo