“[Sulla scelta di giocare per il Marocco piuttosto che per la Francia] Mio padre, marocchino, insisteva per i Bleus, ma a casa si mangia e si parla arabo. Mi sento francese, ma l'inno del Marocco mi fa vibrare più della Marsigliese. E la Francia ha un problema di razzismo. Se scoppiano casini in nazionale è sempre colpa dei neri, dei Nasri, Ben Arfa, Benzema, mai dei Menez che non è neanche un cognome francese. Allora tanto vale convocare solo bianchi.”Adel Taarabt
“In casa mia solo mia madre e una delle mie quattro sorelle portano il velo. A me però scandalizza di più una tipa che fa la mignotta in minigonna. In Occidente la paura dell'Islam genera odio che poi fomenta l'estremismo inaccettabile di Al Qaeda. Ho firmato la petizione contro gli Europei Under 21 in Israele di Kanouté perché non sopporto che a morire siano bambini palestinesi e che si parli soltanto delle vittime israeliane.”Adel Taarabt
“[Sulla sua esultanza con la maglia con scritto "I love Allah"] Per replicare a chi insulta l'Islam con film ignobili. Prego cinque volte al giorno, faccio il Ramadan, non bevo, non fumo e rispetto tutti. L'Islam è tolleranza, però la Francia vieta il velo alle donne. Ma pure a Firenze, il mio amico El Hamdaoui è a disagio perché se sua moglie esce di casa velata la guardano male, e lui ha bisogno di sentirsi bene per dare il massimo.”Adel Taarabt