“La sua vanità la portava a voler primeggiare. Doveva avere il meglio e ancor più il tutto. Se i suoi desideri erano contrariati, l'appetito n'era aguzzato.”Aline B. Saarinen C'est mon plaisir
“Isabella Stewart Gardner, come molte persone interessanti e piacevoli, era un'egocentrica e, come tutti gli egocentrici, era mossa dalla vanità. La sua non era una vanità meschina: era cosmica e insaziabile. la continua smania di appagarla la portò, come ebbe a dire il suo amici H. James, a «una carriera strampalatamente piacevole», e che arricchì l'America. Gli dei furono gentili con Isabella Stewart Gardner. Non la fecero bella; le diedero fattezze comuni. Aveva begli occhi, molto distanziati l'uno dall'altro, ma i lineamenti erano piuttosto ampi, il viso un po' piatto, il colorito scialbo. Però, come a compensarla di queste lievi ingiustizie, gli dei le fecero un dono maggiore della bellezza, la resero seducente. Fecero anche di più. Le diedero un'intelligenza pronta e curiosa e il senso teatrale; le diedero vitalità per spalleggiareil suo entusiasmo, energia per sostenere la sua volontà.”Aline B. Saarinen
“Con generosità ancor maggiore, gli dei le offrirono le circostanze più favorevoli, dandole come scenario la Boston degli anni fra il 1880 e la fine di quel secolo. In nessun altro scenario i suoi capricci sarebbero apparsi sufficientemente assurdi da concentrare su di lei l'ambito fuoco dei riflettori.”Aline B. Saarinen C'est mon plaisir
“Nelle relazioni personali non tollerava ostacoli, rifiuti o sconfitte. E si comportò nello stesso modo quando incominciò a far collezione d'arte.”Aline B. Saarinen C'est mon plaisir
“Boston adorava la cultura italiana con un fervore che, dice Brooks, rendeva «bostoniane Firenze e Venezia. Il fatto che le fanciulle di Boston crescessero con modi di fare botticelliani faceva di Botticelli un pittore quasi di Boston… Dante, Petrarca, Ruskin, Browning erano, a modo loro, cittadini di Boston, anche se, per buona pace di tutti, si erano tenuti a distanza; e manuali sull'arte italiana uscivano a fiumi dalle tipografie di Boston.»”Aline B. Saarinen C'est mon plaisir