Beppe Severgnini: Corriere

Beppe Severgnini è giornalista italiano. Esplorare le virgolette interessanti su corriere.
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“Sognare è una droga leggera. A differenza di tutte le altre, non fa male.”

Beppe Severgnini

Italians, Corriere.it <br class="br">Origine: Da Fantasy come fuga dalla realtà http://www.corriere.it/italians/10_aprile_01/Fantasy-come-fuga-dalla-realta_6de3b92e-3cdb-11df-80d0-00144f02aabe.shtml, 1º aprile 2010.

“Giacinto – con quel bel nome vegetale – era figlio della sua terra: un bergamasco senza montagna e senza accento, che dei bergamaschi aveva però le qualità che contano, e al resto d'Italia spesso sfuggono: la tenacia, l'affidabilità, l'incapacità di parlare a vanvera, l'indignazione lenta ma implacabile.”

Beppe Severgnini

Origine: Da Il fratello maggiore di ogni calciatore https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2006/settembre/05/fratello_maggiore_ogni_calciatore_co_9_060905062.shtml, Corriere della Sera, 5 settembre 2006.

“Ricordiamoci che i figli non sono figli nostri. Siamo solo la porta per cui entrano nel mondo.”

Beppe Severgnini

da Corriere della Sera Magazine, 16 luglio 2009

“Il professionista dell'informazione si prende una vacanza salgariana. Internet come i mari della Malesia, pieni di pirati, misteriosi gorghi e belle prigioniere.”

Beppe Severgnini

Italians, Corriere.it <br class="br">Origine: Da La ragazza di Torino e le streghe nella rete http://sitesearch.corriere.it/engineDocumentServlet.jsp?docUrl=/documenti_globnet5/mondo_corriere/Italians/2002/09/05/01020905.xml&amp;templateUrl=/motoriverticali/italians/risultato.jsp, 5 settembre 2002.

“Mangiar bene, comprar qualcosa, mostrarsi molto ed eccitarsi un po': potrebbe essere il motto nazionale.”

Beppe Severgnini

Origine: Da Se nell'Italia delle Veline spariscono idee e sogni, Corriere della Sera, 29 luglio 2004, p. 14.

“Ho premesso che le coppie dello stesso sesso vanno tutelate e riconosciute dalle legge. Ma che ci posso fare? Non sono favorevole all'adozione e, prima ancora, al matrimonio, che è per definizione l'unione di un uomo e di una donna. Non accetta il mio argomento? Provi a seguirmi. Perché, allora, il matrimonio non può essere fra tre persone? O fra quattro? O fra tre uomini, due donne e un avatar? Se la sua risposta fosse «Eh no, bisogna essere in due!», vuol dire che anche per lei esiste una definizione di matrimonio, basata su una categoria: il numero. Per me ce n'è un'altra: la differenza di sesso. Non lo chiede solo la religione cattolica; lo suggeriscono il buon senso, la storia e la natura (che punta, implacabile, alla procreazione e alla conservazione della specie). Aggiungo: l'adozione da parte di coppie omosessuali mi lascia perplesso; molto perplesso quando ha risvolti pubblici e mondani, come nel caso di Elton John. Un bambino ha bisogno di mamma e papà, figure diverse e complementari. Può accadere che debba crescere solo con una o solo con l'altro. Ma svantaggiarlo da subito mi sembra ingiusto. Solo nel caso di adolescenti, la cui l'adozione si rivelasse difficile, sono pronto a rivedere il mio parere. Questo fa di me un troglodita politico? Non credo. Forse, in parte, un conservatore. Credo infatti che qualcosa da conservare ci sia, nella tradizione e nella fabbrica sociale degli uomini. Molto altro, invece, si può e si deve cambiare. E in Italia non lo facciamo, porca miseria.”

Beppe Severgnini

Italians, Corriere.it <br class="br">Origine: Da Le adozioni degli omosessuali http://italians.corriere.it/2011/02/03/le-adozioni-degli-omosessuali/, 3 febbraio 2011.