“Descartes, seguito da molti altri, è il primo filosofo che abbia osato trattare le bestie come «mere macchine»; […] paradosso che gli ha assicurato straordinaria fortuna nel mondo. Non avrebbe mai sostenuto tale opinione se la gran verità della distinzione tra anima e corpo, che pose per primo in piena evidenza, congiunta al pregiudizio tradizionale contro l'immortalità dell'anima delle bestie, non lo avesse per così dire costretto ad abbracciarla. Il concetto di macchina schivava due grandi obiezioni: l'una riguardante l'immortalità dell'anima, l'altra la bontà di Dio. Se ammettete il sistema degli automi queste due difficoltà scompaiono; non si era però notato che ne sorgevano molte altre dal suo stesso fondo. Si può osservare, per inciso, che la filosofia di Descartes – checché ne abbiano detto gli invidiosi – era assai propizia alla religione: l'ipotesi delle macchine ne è appunto una prova.”Claude Yvon 1994, p. 718 Encyclopédie
“Se le bestie sono mere macchine, Dio c'inganna: quest'argomento è il colpo di grazia contro l'ipotesi delle macchine.”Claude Yvon 1994, p. 724 Encyclopédie
“[…] noi siamo certi che v'è nelle bestie un principio pensante e senziente; tutte le azioni che noi le vediamo eseguire fanno supporre tale principio: dunque abbiamo buone ragioni per attribuirlo loro, nonostante l'opposta possibilità che ci viene obiettata.”Claude Yvon 1994, p. 723 Encyclopédie