“Venivo tempestato di luoghi comuni, ogni volta che qualcuno apprendeva di questa mia scelta [vegetariana]: "ma come fai per le proteine?", "ma come fai per il ferro?", "l'uomo è cacciatore per natura", "i canini che li teniamo a fare?", "ma perché non ti preoccupi dei problemi reali?", e via così. […] pian piano, le cose sono diventate più semplici […]. Ho visto sempre più persone capire il significato della parola "vegetariano", […] ho visto persone con atteggiamento sempre meno polemico nei miei confronti; e ho visto – soddisfazione maggiore – alcune delle persone che prima mi criticavano o prendevano in giro diventare a loro volta vegetariane. E pazienza se ora si fanno belli della cosa come del risultato di una sensibilità che hanno SEMPRE avuto verso questi temi.”Dario Martinelli
“Razzismo, maschilismo, eurocentrismo, classismo e tutto il resto si sono volatilizzati. Puff! Scomparsi in quell'odioso buco nero chiamato progresso civile. Come conciliare le proprie esigenze discriminatorie con il moderno progresso sociale della civiltà e della tolleranza? La risposta, oggi, si chiama «specismo», ovvero la discriminazione verso specie animali diverse dalla nostra. Quello, per molti versi, è ancora accettato, e in molti versi incoraggiato. Chissà, dati gli incoraggianti risultati ottenuti dai movimenti in favore dei diritti delle grandi scimmie (tipo il Great Ape Project), tra qualche anno potremo assistere al familismo (con riferimento tassonomico alla famiglia Hominidae, che appunto include tutte le grandi scimmie), perché nel frattempo diventerà sempre meno accettabile discriminare gorilla, scimpanzé, bonobo e oranghi.”Dario Martinelli Lettera a un futuro animalista
“[…] pur non essendo religioso (e dunque, non avendo battezzato mio figlio), non ce l'ho affatto con quei genitori che battezzano i propri figli, perché vogliono trasmettergli qualcosa che per loro è giusto e importante. Ed è esattamente quello che fanno anche i genitori che NON battezzano: anche per loro questa azione è il risultato di un "valore". […] a mio figlio, prima o poi, dovrò dar conto di queste mie scelte […]. Specialmente se queste scelte, come il vegetarismo, lo porranno in una posizione minoritaria rispetto alla società, ai suoi compagni di scuola, ai suoi parenti. So perfettamente che ci saranno momenti difficili in cui ci chiederà come caspita ci è venuto in mente di renderlo così "diverso" dagli altri. Inizialmente, allora, e in forma privata, ho pensato di mettere giù, nero su bianco, tutte queste risposte, in modo che lui possa capire che il discorso è molto complesso, e che non è solo una questione di mangiare questo e non mangiare quello, ma è un vero e proprio modo di "stare al mondo", che chiama in causa alimentazione, ambiente, solidarietà, economia, relazioni…”Dario Martinelli