“[In risposta a Serse, che si mostra incredulo per il discorso precedente] Anche gli Spartani quando combattono singolarmente a nessuno al mondo sono inferiori; uniti, poi, sono i più valorosi di tutti gli uomini. Poiché, se è vero che sono liberi, non sono poi liberi del tutto: domina su di loro un padrone, la legge, di cui hanno timoroso rispetto molto più ancora che i tuoi sudditi non l'abbiamo per te e fanno tutto quello che essa comanda ed essa sempre la stessa cosa comanda: di non fuggire dal campo di battaglia qualunque sia la caterva di nemici e, rimanendo saldi al proprio posto, vincere o morire.”Demarato VII, 105
“Prima di tutto, non sarà mai che accettino le tue proposte che apportano schiavitù alla Grecia; in secondo luogo, si opporranno a te in campo aperto, anche se gli altri Greci tutti si dovessero schierare dalla tua parte. Quanto al numero, non chiedere quanti sono per osare di agire in questo modo: si trovino pure ad essere in 1000 schierati in campo o anche meno di 1000, o più, questi ti daranno battaglia.”Demarato VII, 102
“e a questo si preparano. Poiché così vuole il loro costume: quando si accingono a mettere a repentaglio la vita, allora si prendono cura della loro capigliatura. Sappi ora bene questo: se tu assoggetterai costoro e quelli che sono rimasti a Sparta, nessun altro popolo al mondo, o re, oserà alzare contro di te le mani, poiché tu ora ti accingi ad attaccare il regno più splendido che vi sia tra i Greci e gli uomini più valorosi.”Demarato VII, 209