“Fa parte del mio mestiere osservare, piuttosto che venire osservato. Mi comporto sempre come uno straniero. Se diventassi un centro d'attenzione, i miei poteri di osservatore si dimezzerebbero. Non mi piace apparire, non sarei mai un opinionista. Io costruisco delle immagini, cerco di creare degli impulsi elettrici tra me, i film che dirigo e il pubblico, realizzando un circuito che mi connetta con gli altri. Vorrei che le mie immagini parlassero per me.”Emanuele Crialese
“Per me il dialetto costruisce mondi. È più di una lingua, è una visione. Le faccio un esempio: uno dei miei attori, per insultarmi, mi chiama "testa di pane duro". Non è più bello di qualsiasi parolaccia in italiano? Io lo vedo: il pane raffermo, la crosta cementificata… Come difendo l'uso dell'italiano nella forma scritta, così credo che in un film far parlare un contadino senza inflessioni dialettali, non solo non funziona, ma certifica la perdita di un grande patrimonio culturale.”Emanuele Crialese
“Sono un po' lento per l'industria cinematografica. Ogni film ha il suo tempo di gestazione e quando esce fuori è perché lo sento necessario.”Emanuele Crialese