“E il pensiero greco vola verso di noi, si reincarna ostinatamente, come le anime dei morti che il sacrificio di Ulisse riportava in vita. Si trova a Mileto, ai tempi dei grandi ioni; a Atene, quando parla Socrate; a Alessandria d'Egitto, prima di brillare a Siracusa, con Archimede; sarà a Roma, poiché la derisoria riduzione della Grecia a provincia romana (146 a. C.) si conclude con la conquista spirituale del vincitore; sarà un prezioso fiore di serra a Bisanzio, la seconda Roma; fiorirà di nuovo a Firenze di Lorenzo de' Medici e di Pico della Mirandola. E ancora oggi giunge fino a noi…”Fernand Braudel Memorie del mediterraneo
“Impossibile, nondimeno, per me non vagheggiare per Napoli una sorte diversa da quella che le conosco oggi e non invitare i miei amici italiani, per assaporarne reazioni, tanto più inorridite in quanto siano originari di Milano, di Bologna o di Firenze, a immaginare quale avrebbe potuto essere il destino dell'Italia ed il volto attuale di questa città se essa fosse stata preferita a Roma come capitale del nuovo Stato. Roma, che nulla qualificava a svolgere questo ruolo, salvo la sua leggenda e il suo passato, quando Napoli era – e di gran lunga –, malgrado i rapidi progressi di Torino, la sola città ad essere, verso il 1860-70, all'altezza del compito.”Fernand Braudel
“Dieci secoli: uno spazio cronologico in cui "quasi tutta la storia della Francia starebbe comoda". Ora, "dopo dieci secoli, dall'oggi al domani, al primo colpo di sciabola arba, tutto crolla […] per sempre; la lingua e il pensiero greci, gli schemi occidentali, tutto va in fumo; questi mille anni di storia è come se, localmente, non fossero mai esistiti. Non sono bastati all'Occidente per affondare la seppur minima radice in quel terreno orientale.”Fernand Braudel Memorie del mediterraneo
“Ma l'errore dell'Unità risiede probabilmente altrove: nella volontà di costruire ad ogni costo uno Stato centralizzato su un modello francese del quale noi francesi abbiamo tanta difficoltà a disfarci oggi, voltando le spalle a ciò che faceva la sua ricchezza, quella pluralità di città abituate a dominare e guardare lontano. Si vagheggia volentieri di una rotazione, di cinque anni in cinque anni. Ma Napoli avrebbe saputo attendere tranquillamente? Temo di no: essa ama troppo la vita e le gioie della potenza per cedere a simili generosità…. Facilmente la credo capace di un immenso coraggio, non del gusto del sacrificio. Non la vedo rientrare nei ranghi dopo avere occupato la prima pagina: per conservare questo posto, ha scelto di essere diversa.”Fernand Braudel
“Tutti, anche, hanno dovuto fare i conti con questa città enorme, che sfuggiva loro incessantemente e che controllavano solo in apparenza. Ma tutti hanno finito per lasciarsi prendere dal gioco; ed io capisco come Murat abbia cercato disperatamente di salvare il suo trono e di averlo preferito, non senza coraggio, alla propria vita. Quale governo, oggi, sarebbe capace di un simile atteggiamento? Tenere Napoli è correre un rischio, e accettare di pagarne il prezzo. Nessuno, di quei sovrani di ieri, che non abbia dovuto annegare nel sangue di molteplici rivolte; nessuno, neppure, che non abbia lasciato dei rimpianti, nemmeno gli spagnoli, nemmeno i Borboni, che a Napoli hanno ancora i loro seguaci inconsolabili.”Fernand Braudel