“Le figure che affollano la Divina Commedia sono quelle della cronaca tragica, scandalosa e politica, di un piccolo territorio o città, in cui tutti vivono a contatto di gomito. Come è piccola questa Italia! […] Sono i personaggi di un'epopea familiare e scabrosa dove ogni asperità tocca ancora nel vivo – depredazioni, calunnie, omicidi, rapimenti, liti per eredità, discordie intestine – e sulla quale il distacco della leggenda non ha avuto modo di cominciare il suo lavoro di erosione, di desensibilizzazione e di ristrutturazione. Il passaggio al mito opera qui − e per quanto ne so, soltanto qui − la trasfigurazione su cadaveri ancora caldi, e qualche volta addirittura in vivo: nessuna arte si presenta in modo così immediato e manifesto come potere.”Julien Gracq vol II, p. 203 Letterine
“Chiamo coesione nucleare quella forza di attrazione centrale insediata, e ben nascosta, nelle grandi opere che consente a esse non solo di tenere saldamente avvinti a sé tutti i personaggi, proprio come noi siamo incollati alla superficie del nostro pianeta — ma anche di attrarre nella propria orbita degli astri vaganti di minori dimensioni, e talvolta a grandi distanze: per esempio, l'altro giorno osservavo che per me l'Italia di Stendhal era capace di attrarre, di rimagnetizzare, e quasi di farsi carico di un'opera come Tosca. E così l'opera di Wagner è arrivata fino a noi dopo aver raccolto sopra di sé un vero e proprio anello di Saturno. E kafka e Dostoevskij.”Julien Gracq vol. I, p. 66 Letterine
“Psicanalisi letteraria — critica tematica — metafore ossessive, ecc. Che dire a questa gente che, credendo di possedere una chiave, non ha requie finché non ha dato alla vostra opera la forma di una serratura?”Julien Gracq vol. I, p. 49 Letterine