“…il tuffatore è principalmente occupato a trovare la massima concentrazione per eseguire il proprio tuffo. Certamente esiste l’avversario e viene anche seguito durante la gara, ma l’interesse principale è rivolto a se stessi. È spesso anche questione di psicologia, alcuni atleti non vogliono seguire né i punteggi né l’avversario, pur di essere concentrati al massimo su loro stessi.”Klaus Dibiasi
“L’ultima mia Olimpiade era Montréal nel 1976, quando l’avversario per eccellenza era il giovane Greg Louganis: tuffatore di un'altra epoca, che faceva già allora una serie più competitiva della mia. Era un po' come il passaggio del testimone da un atleta ormai arrivato al giovane talento emergente.”Klaus Dibiasi
“L’avversario della vita comunque è stato l’amico [Giorgio] Cagnotto col quale ho condiviso allenamenti e successi avendo insieme conquistato nove medaglie nell’arco di cinque Olimpiadi. Senza avere sempre come misura il mio amico Cagnotto, vicino in tutte le gare, non so se i miei successi sarebbero stati gli stessi. L’uno era misura per l’altro anche nelle gare minori, e durante i duri periodi di allenamento ci si sosteneva a vicenda.”Klaus Dibiasi