“Dolcemente, novembre sta per morire, nei tragici e sensuali colori d'autunno; il vento, che viene dal mare, dà una falsa vita alle foglie ormai cadute, morte. Da una finestra del palazzo dove abita, nel centro di Pisa, una ragazza pallida, dai lineamenti sottili, delicati e alteri nello stesso tempo, guarda, lontano, l'orizzonte corrucciato di nuvole. È seria: i suoi occhi che, nel sole, sono di un blu splendente e sereno, ora sembrano quasi neri: la turba un presagio di catastrofe, di morte.”Konstantin Flavitsky La principessa Tarakanova
“Orloff è davanti a lei, piega il ginocchio per salutarla, come se si trovasse davanti alla sua regina e nello stesso tempo la guarda fissamente, come affascinato: «Altezza», mormora poi. «Vi chiedo perdono per tanto ritardo… Avrei voluto correre subito da voi, dopo aver ricevuto la vostra lettera, ma ne sono stato impedito…»«L'importante è che ora siate qui», risponde la giovane donna, con un lieve sorriso, e dalla mano che l'altro sta baciandole, un fremito le giunge al cuore, al cervello.”Konstantin Flavitsky
“Ed ecco che Orloff, ora, è lì davanti a lei, a Pisa, dove si è trasferita da Siracusa. È il trionfo per la Tarakanova, e non soltanto per quanto riguarda l'appoggio che potrà avere come pretendente al trono di Russia. Per lei è anche il trionfo del sentimento. Ama Orloff e ne è «rispettosamente» riamata, al punto che, quando egli «osa» finalmente chiederla in moglie, le dice: «Potete voi, una Romanov, sposare un povero, semplice, anonimo Oroloff?»”Konstantin Flavitsky La principessa Tarakanova