“La musica sacra mi ha offerto un'alternativa alle idee dominanti. I testi della grande tradizione religiosa sono un patrimonio letterario infinito, continua fonte di ispirazione, come la Bibbia o il Vangelo.”Krzysztof Penderecki
“Ci sono muri invisibili, impercettibili ma non per questo meno saldi. Nella Polonia del blocco sovietico non è che impedissero la musica sacra: semplicemente nessuno la ascoltava. La censura era il silenzio. Ricordo le suggestioni: Pierre Boulez, Anton Webern. Ma anche Luigi Nono, che venne a trovarmi nei primi anni Sessanta. Era il primo musicista «dell'ovest» che mi capitava di conoscere e rammento un uomo affascinante, convinto della necessità dell'impegno civile da parte dell'artista.”Krzysztof Penderecki
“«Mittelfest» è una grande occasione per riflettere sulle divisioni e sul loro peso nella cultura e nei rapporti umani e io sono contento di proporre al pubblico di Cividale del Friuli un omaggio alla tradizione polacca, anche con musiche dedicate a Grazyna Bacewicz e ad Henryk Górecki. Sono artisti che mi hanno segnato.”Krzysztof Penderecki