“Il 12 dicembre 1969 segna una frattura, nella storia della repubblica […] perché effettivamente, allora, insieme a sedici persone comuni, morì un pezzo significativo della prima repubblica: una parte consistente dell'apparato statale passò consapevolmente nell'illegalità. Si pose come potere criminale continuando a occupare istituzioni vitali ed essendone tollerato (sono migliaia i 'servitori dello Stato', poliziotti, giudici, agenti segreti, politici, cancellieri, ministri, passacarte e uomini di mano che hanno cooperato per realizzare e poi coprire, depistare, insabbiare, rendere impunibile quel delitto). È da allora che l'Italia ha cessato di essere una democrazia costituzionale in senso pieno.”Marco Revelli da Le due destre, Bollati Boringhieri, 1996
“È possibile ricostruire un marxismo nel silenzio? Costanzo Preve ci prova. E su questa via si impone un compito molto ambizioso: sottrarre la filosofia del materialismo storico — sono parole sue — alla doppia impasse dei marxismi orientale e occidentale, chiusi entrambi nell'accettazione del socialismo reale (il primo) e del capitalismo reale (il secondo) come "orizzonti intrascendibili". Un compito che lo porta a gettare a mare buona parte dei fondamenti ideologici del marxismo novecentesco, ripercorrendo a ritroso quasi un secolo e mezzo alla ricerca del filo perduto tra le diverse avventure dei marxismi. E a rischiare, nel contempo, il confronto con gli altri — con i "pensatori epocali" come Weber e Heidegger, che seppero pensare radicalmente la modernità..”Marco Revelli
“Il mondo è andato da un'altra parte e il sindacato non ha capito la portata di questa sfida, che viene da lontano, dal passaggio tra gli Anni 70 e gli 80 e che in Italia si è materializzata nei 35 giorni della Fiat.”Marco Revelli