“Lotito, Tare, l'allenatore e due o tre giocatori. Sono loro che decidono tutto. Non mi era mai successo nulla di simile. Ma alla Lazio, con Lotito, è così. Fa brutte cose: mi ha fatto un contratto molto importante al tempo, un contratto impossibile da sostenere per la Lazio. Voleva prendere in considerazione l'idea di vendermi ad altri club ma non è mai riuscito a trovare una soluzione adeguata e così negli ultimi anni si è rifiutato di pagarmi. Quando ho contestato la situazione, il nostro rapporto è finito; non mi ha più voluto in squadra ma allo stesso tempo non mi ha lasciato andar via.”Mauro Zárate
“L'ultima volta che mi sono allenato in gruppo era novembre. Non ho mai sentito la fiducia di nessuno e non aver giocato neanche un minuto in quindici partite mi ha danneggiato molto. Una situazione folle. Quando in televisione c'era una partita, mi chiudevo al bagno a piangere per non farmi vedere da mia moglie. Non riuscivo più a guardare il calcio. È assurdo che ti impediscano di fare quello che ti piace. Sono tornato dall'Inter e da quel momento Lotito e la sua cupola mi hanno fatto fuori.”Mauro Zárate
“È un ragazzo d’oro, ha tutto per essere un campione. Però mi fa disperare: a volte mi accorgo che è il momento di mandarlo in campo, ma lui non tocca il pallone, non rincorre gli avversari, guarda la partita. Poi il giorno dopo in allenamento fa il fenomeno. Gli dico: "perché non l’hai fatto ieri?" Mi spiace molto, ma non posso farlo giocare con l’auricolare. Forse è anche colpa mia, perché non riesco a trovare la chiave giusta per arrivare al cuore di Zàrate.”Mauro Zárate Claudio Ranieri