“Il problema nella letteratura come nella vita è che uno finisce sempre per diventare uno stronzo.”Roberto Bolaño libro I detective selvaggilibro I detective selvaggi
“C’è una letteratura per quando ti annoi. Abbondante. C’è una letteratura per quando sei calmo. La letteratura migliore.”Roberto Bolaño libro I detective selvaggilibro I detective selvaggi
“Quando Espinoza tornò in albergo trovò Pelletier che leggeva Arcimboldi. Visto da lontano il volto di Pelletier, e in realtà non solo il volto ma tutto il corpo, lasciava trasparire una sorta di calma che gli parve invidiabile. Avvicinandosi un po' di più vide che il libro non era San Tommaso ma La cieca, e gli chiese se aveva avuto la pazienza di rileggere l'altro dall'inizio alla fine. Pelletier alzò lo sguardo e non rispose. Disse, invece, che era sorprendente, o che non smetteva di sorprenderlo, il modo in cui Arcimboldi si avvicinava al dolore e alla vergogna. "Con delicatezza" disse Espinoza. "Proprio così" disse Pelletier. "Con delicatezza."”Roberto Bolaño 2666: La parte dei critici
“Ma quello che davvero mi sorprese fu di trovare in quello stesso libro Luis Antonio Sensini, lo scrittore argentino, secondo finalista, con un racconto in cui il narratore andava a vivere in campagna dove poi moriva suo figlio o forse con un racconto in cui il narratore andava a vivere in campagna perché in città gli era morto il figlio, non era per niente chiaro, fatto sta che in campagna, una campagna piatta e piuttosto brulla, il figlio del narratore non faceva che morire, insomma, il racconto era claustrofobico, molto alla Sensini, con quei grandi spazi geografici di Sensini che tutt'a un tratto si riducono alle dimensioni di una bara, e superiore a quello del vincitore e a quello del primo finalista e superiore pure a quello del terzo finalista e anche a quelli del quarto, del quinto e del sesto.”Roberto Bolaño
“E cos’è che impararono gli allievi di Amalfitano? Impararono a recitare a voce alta. Mandarono a memoria le due o tre poesie che più amavano per ricordarle e recitarle nei momenti opportuni: funerali, nozze, solitudini. Capirono che un libro era un labirinto e un deserto. Che la cosa più importante del mondo era leggere e viaggiare, forse la stessa cosa, senza fermarsi mai. Che una volta letti gli scrittori uscivano dall’anima delle pietre, che era dove vivevano da morti, e si stabilivano nell’anima dei lettori come in una prigione morbida, ma che poi questa prigione si allargava o scoppiava. Che ogni sistema di scrittura è un tradimento. Che la vera poesia vive tra l’abisso e la sventura e che vicino a casa sua passa la strada maestra dei gesti gratuiti, dell’eleganza degli occhi e della sorte di Marcabruno. Che il principale insegnamento della letteratura era il coraggio, un coraggio strano, come un pozzo di pietra in mezzo a un paesaggio lacustre, un coraggio simile a un vortice e a uno specchio. Che leggere non era più comodo che scrivere. Che leggendo s’imparava a dubitare e a ricordare. Che la memoria era l’amore.”Roberto Bolaño libro Woes of the True PolicemanWoes of the True Policeman