“A colei che ha appena letto questa storia e sta per chiudere il libro, dico: non lo dimenticare, aiutami, lascia che risuoni in te il mio grido e quello di tante altre donne, tutte quelle che la legge dimentica e tradisce, dove il diritto è fatto dagli uomini e per gli uomini, che le considerano meno che bestie e rubano loro corpo, anima e figli. Reclamo per questo paese il diritto d'ingerenza. Non voglio che obblighino mio figlio Marcus a sposarsi quando avrà tredici anni, che gli comperino una moglie come fosse un oggetto, con passaporto come accessorio. Marcus quest'anno compirà sei anni, Nadia ventisei. Nadia, mia sorella, è una piccola lacrima solitaria in questa immensa sofferenza del mondo. Per me brillerà sempre. Questo racconto è dedicato a lei, e a mio figlio. Non cederò mai, Nadia, te l'ho promesso. Marcus, un giorno sarai mio figlio, te lo giuro!”Zana Muhsen Vendute
“Il mondo deve sapere che siamo prigioniere, bisogna denunciare il fatto che non siamo le sole. Ci sono in questo paese delle bambine inglesi che non hanno mai rivisto la loro famiglia, ne sono assolutamente sicura. Le hanno sposate qui con la forza, magari perché avevano un padre o uno zio yemenita. Bisogna fare uno scandalo mamma!”Zana Muhsen Vendute
“Non ti hanno insegnato a scuola che cosa è la libertà, Ward, a me invece sì. È un privilegio sapere che siamo tutti uguali, e questo non si dimentica neanche in mezzo alle umiliazioni e imprigionate in questo paese retrogrado.”Zana Muhsen Vendute