“Ho sempre avuto un rapporto col passato, dal contrappunto al sinfonismo. Un compositore tedesco diceva: "Andrei con piacere in Italia, ma ho paura di finire come Henze, a scrivere musica cantabile". Non è vero, ma il clima era questo. Boulez era molto severo, chi non aveva vissuto l'esperienza di Webern, o scriveva in do maggiore, veniva radiato. È un bene che non ci siano più divisioni ideologiche, però molti sono in difficoltà. Penso a Steve Reich. Il minimalismo s'è rivelato una prigione.”Hans Werner Henze
“Non siamo nati per soffrire. Una volta i compositori erano artigiani, dovremmo guadagnarci il pane col nostro lavoro. E le ricerche… Succede che si cerca nel vuoto perché non c'è più molto da trovare.”Hans Werner Henze
“Io ero considerato sia tradizionalista che innovatore, non ero ubbidiente alle leggi del giorno. Franco Evangelisti (compositore) diceva: "A chi piace la musica di Henze tolgo il saluto". Potrei dire, giocando, che molti mi avversavano abbaiando come cani. Stockhausen, Boulez. E il filosofo e musicologo Thomas Adorno. Diceva che la mia musica era bella ma troppo ordinata. La musica per lui doveva essere caotica. Io dico che è caotica quando è scritta male”Hans Werner Henze
“Una volta i compositori erano artigiani, come i falegnami o i sarti. Dovremmo anche noi guadagnarci il pane col nostro lavoro.”Hans Werner Henze