“I disordini verificatisi sabato 12 dicembre u. s. in questa città con luttuose, se pure accidentali, conseguenze, sono da considerare i prodromi di altri eventi ben più gravi e deprecabili che possono ancora verificarsi in conseguenza del progressivo rafforzamento e proliferazione delle formazioni estremiste extra-parlamentari di ispirazione «maoista» (Movimento Studentesco, Lotta Continua, Avanguardia Operaia, ecc.) nonché dei movimenti anarchici e di quelli di estrema destra. Tutti questi movimenti, che hanno la loro «centrale» a Milano, nonostante differenziazioni sul piano ideologico e nella metodologia, sono prettamente rivoluzionari, propongono «la lotta al sistema» e si prefiggono di sovvertire le istituzioni democratiche, consacrate dalla Carta Costituzionale, attraverso la violenza organizzata. Gli appartenenti a tali formazioni, che sino a qualche anno fa erano poche migliaia, ammontano oggi a circa ventimila unità, svolgono fanatica ed intensa opera di propaganda e proselitismo sia nell'ambiente studentesco che in quello operaio, facendo leva sulle frange maggiormente portate all'oltranzismo. Si rileva quindi con frequenza sempre maggiore l'organizzazione di riunioni e cortei, i quali sono spesso l'occasione per turbare profondamente la vita della città, compiere atti vandalici con gravi danni a proprietà pubbliche e private, limitare la libertà dei cittadini, usare loro violenza, vilipendere e dileggiare i pubblici poteri centrali e locali con ingiurie volgari ed accuse cervellotiche.”Libero Mazza
“Dapprima il mio rapporto fu travisato […] i comunisti sostennero che puntavo l'indice soltanto a sinistra; più tardi ammisero che avevo parlato sì di tre aree violente, estrema sinistra, estrema destra, anarchismo, ma che non aveva senso porre sullo stesso piano la violenza di destra, realmente sovvertitrice, e la violenza di sinistra, semplice malattia infantile.”Libero Mazza
“I reparti di polizia (guardie di P. S. e carabinieri) sono oggetto di aggressioni condotte con estrema violenza, a testimoniare la irriducibile avversione verso le forze dell'ordine ed in genere verso ogni potere statale. Anche quando i reparti non vengono aggrediti direttamente, gli scontri diventano egualmente inevitabili essendo la polizia costretta ad intervenire per rimuovere barricate, impedire il ribaltamento di auto in sosta, il danneggiamento di negozi, ecc. Il fine dichiarato è quello di dimostrare che «la sola presenza» della polizia è lesiva della libertà di espressione e riunione, costituisce provocazione ed è causa di incidenti. Questi estremisti dispongono di organizzazione, equipaggiamento ed armamento che può qualificarsi paramilitare: servizio medico, collegamento radio fra i vari gruppi, servizio intercettazioni delle comunicazioni radio della polizia, elmetti, barre di ferro, fionde per lancio di sfere d'acciaio, tascapane con bottiglie «Molotov», selci, mattoni, bastoni, ecc.”Libero Mazza
“In uno Stato di libertà, quale quello previsto dalla Costituzione, è consentita l'attività di associazioni che si propongono il mutamento degli ordinamenti politici esistenti, purché questi propositi siano perseguiti mediante il libero dibattito e senza il ricorso, diretto od indiretto, alla violenza (Corte Costituzionale Sent. n. 114 del 1967). Ma l'illiceità di questi movimenti risulta anche della loro particolare struttura organizzativa di carattere paramilitare, nonché dalla modalità di impiego e dell'equipaggiamento dei gruppi d'azione che contrastano col divieto dell'art. 18 della Costituzione”Libero Mazza v. anche D.L. 14.2.1948, n. 43
“La violenza è il male oscuro della democrazia, è come il germe latente di gravi malattie: va immediatamente identificato e neutralizzato. Simili germi comparvero nella società italiana a partire dal '68: bisognava evitare, fin da allora, che arrivassero a corrompere l'intero organismo sociale.”Libero Mazza
“Gli studenti, specialmente i più sprovveduti, si accodarono al gruppetto dei capi e divennero padroni assoluti dell'università. Ho assistito a episodi vergognosi: professori che, per paura, si prostravano e, automaticamente, davano spazio alle ribellioni. A uno di quelli che davano il diciotto politico, un giorno dissi: presto avremo dei dottori somari. Mi rispose che era il modo più efficace per combattere il sistema. Ma queste sono sciocchezze, servono soltanto per dare un'idea del clima. Dal Sessantotto al Settanta gli estremisti crebbero a dismisura, sempre più sfrontati e più aggressivi. E la polizia impotente: se interveniva, quando poteva, rischiava di essere incriminata. Era l'epoca in cui molti magistrati erano pronti a procedere contro gli agenti, mentre sorvolavano sulle violenze dei dimostranti. In due anni 495 uomini delle forze dell'ordine rimasero feriti, alcuni gravemente.”Libero Mazza
“La stragrande maggioranza della popolazione, anche se si astiene dal reagire o dal manifestare clamorosamente la propria riprovazione, è esasperata per le continue e scomposte manifestazioni, i disordini, i blocchi stradali, le intimidazioni, il dilagare della violenza nelle università, nelle scuole, uffici aziendali e fabbriche. Le categorie più responsabili e qualificate inoltre sono profondamente preoccupate per il rallentamento dell'attività produttiva, i guasti che ne derivano all'economia generale e il conseguente ritardo nell'attuazione delle riforme destinate al rinnovamento sociale e civile della nostra società. La gente assiste, sbigottita e sgomenta, alle esplosioni di odio forsennato contro ogni legittima autorità, nel nome di una malintesa libertà che degenerando in licenza, arbitrio e sopraffazione, porta fatalmente al caos ed all'anarchia, fattori che costituiscono il presupposto, puntualmente confermato dalla storia, di soluzioni autoritarie che farebbero tramontare ogni speranza di autentica democrazia.”Libero Mazza
“Per arginare questa situazione drammatica, prima che diventi sempre più difficile, non c'è che il ritorno alla lettera e allo spirito della Costituzione repubblicana. Non è da dubitare che ci si trovi di fronte ad associazioni che perseguono finalità eversive elevando la violenza a sistema di lotta. Si tratta quindi di forme associative che contrastano con l'art. 49 della Costituzione in quanto perseguono le proprie finalità con metodi antidemocratici e, cioè, ispirandosi nei programmi e nella azione (anche propagandistica) alla violenza, e sono quindi in grado di compromettere il regolare funzionamento del sistema democratico.”Libero Mazza