“[Sugli inizi] Arrivò un momento in cui mio padre mi disse: se non vuoi andare a scuola, mettiti a lavorare, in casa tutto il giorno senza fare nulla non ci puoi stare. Andavo con mio cugino che aveva un posto al mercato e lavoravo per lui per 50 euro la settimana. Mi alzavo alle sei del mattino e la sera andavo ad allenarmi: erano giornate interminabili […]. A volte ero talmente stanco che mi addormentavo nello spogliatoio e veniva l'allenatore a svegliarmi.”Lorenzo Insigne
“[«Che cosa la diverte del calcio?»] Tutto. Soffro quando dopo le partite ci toccano le sedute di alleggerimento. Se fosse per me, mi allenerei tutti i giorni con il pallone. Mi mettono a correre senza la palla e divento pazzo. Dove sto io dev'esserci un pallone, è il vizio che ho fin da piccolo.”Lorenzo Insigne
“[Sul soprannome da bambino di "rompiscatole" dell'isolato] Sì, perché dove vivevo c'era un muro gigantesco e io passavo il giorno a palleggiare contro la parete, dalle 7 del mattino fino a quando mia madre mi chiamava. Si lamentavano tutti del rumore, però a qualcosa mi è servito, direi… E non ho mai rotto nulla.”Lorenzo Insigne