“Era solo polvere quella che incrostava i ricordi imprigionati tra i muri dall'intonaco cadente. Le dita tremanti di Anna avevano abbassato la maniglia della porta di ingresso, ogni cigolio un anno del passato, un tempo remoto, dieci o quindici anni. La porta incerta sui cardini aveva guaito strisciando sul pavimento. La scarpa di vernice rossa aveva sollevato una nuvola. Il divano dalla tela marcita nel tempo, il tavolo azzoppato, qualche sedia, i quadri precipitati al suolo: dipinti senza valore di nature morte…”Stefano Cafaggi da La Memoria dei Cani
“XN tornò al mondo contingente, che presentava una realtà fenomenica di questo tipo: un ufficiale della Repubblica era lì per interrogarlo sulla morte di Marta Brindelli, alias Daniela Testa Della Torre, diplomata a Brera, professione meretrice, già attrice in pellicole di dubbia moralità, ultimo visitatore notato alla porta della vittima: XN; Marta Brindelli, attualmente in attesa di autopsia all'ospedale Niguarda, in quel momento stesa su un lettino d'acciaio con il formoso corpo trapassato da tre coltellate: cuore, carotide e stomaco. Un fiume di sangue, una vita spezzata; quattro persone in una stanza a trentacinque gradi centigradi che non si erano mai viste prima, cinque e cinquanta: l'alba. Se c'era una cosa che XN odiava erano le ore che andavano dalle tre alle sette del mattino. Un lasso di tempo che non era previsto per la vita, ma solo per il sonno che, fatal quiete, sempre scende invocato. Una sola certezza: la giornata cominciava in anticipo, iniziava con i peggiori auspici degli dei. Marescalchi terminò il resoconto con un letale: – Da questo casino non ti tirerebbe fuori nemmeno Perry Mason…”Stefano Cafaggi Senza Ritorno
“La donna che gli aprì la porta era una polposa sessantenne, un inventario di curve che culminavano in una cascata di boccoli eccessivamente biondi. In mezza alla criniera, un frivolo nasino all'insù sormontava un sorriso scintillante incorniciato da due gommoni dipinti di rosso. La donna lo invitò ad accomodarsi in un salottino dal gusto vagamente retrò, stile impero, forse liberty. Nonostante l'età, l'ammaliante vegliarda scivolava per casa su tacchi da quindici centimetri, la minigonna le conferiva un aspetto decisamente equivoco. La signora Daniela stappò una bottiglia di Moet & Chandon ed invitò il visitatore a brindare in flute di cristallo di Boemia. XN non capiva quale fosse l'occasione da festeggiare, ma non aveva motivi per rifiutare quella gazzosa per ricchi…”Stefano Cafaggi Senza Ritorno