“La storia mondiale è sempre la storia di come "noi" siamo arrivati a questo dato momento e in questo luogo, per cui la forma della narrazione dipende da chi intendiamo con "noi" e di quale "qui" e "ora" stiamo parlando. La storia del mondo occidentale tradizionalmente presume che il "qui e ora" sia la civiltà democratica industriale (e postindustriale). Negli Stati Uniti esiste un ulteriore assunto, ovvero che la storia mondiale porti alla nascita dei suoi ideali fondanti di libertà e uguaglianza e alla conseguente ascesa del paese a superpotenza alla guida del pianeta. Questa premessa imprime una direzione alla storia e individua un punto d'arrivo alla fine della strada che stiamo attualmente percorrendo. Ci rende vulnerabili alla supposizione che tutte le persone si stiano muovendo nella stessa direzione, anche se non tutti stanno avanti come noi – o perché sono partiti tardi, o perché si stanno muovendo più lentamente –, ragion per cui chiamiamo quelle nazioni "paesi in via di sviluppo."”Tamim Ansary Un destino parallelo
“Abu Bakr [il primo califfo dell'islam] aveva stabilito che l'islam non era solo un ideale astratto di comunità, ma una comunità di fatto destinata a cambiare il mondo. […] Il calendario di Omar [il secondo califfo dell'islam] incarnava l'idea secondo cui l'islam non era semplicemente un piano per la salvezza individuale, ma un piano di gestione del mondo intero. Molte religioni dicono ai propri seguaci: «Il mondo è corrotto, ma puoi fuggire da esso»,. L'islam diceva ai suoi seguaci: «Il mondo è corrotto, ma puoi cambiarlo.»”Tamim Ansary Un destino parallelo
“Il conflitto che lacera il mondo contemporaneo non va considerato, a mio avviso, uno "scontro di civiltà", se con questo si intende una logica del tipo siamo-diversi-per-cui-dobbiamo-combattere-finché-non-ne-rimane-uno-solo. Va piuttosto considerato come l'attrito generato da due concezioni della storia discordanti che si intersecano.”Tamim Ansary Un destino parallelo