“[Uccidendo dei carabinieri] Contavo di lanciare un segnale perché venisse meno questa strumentalizzazione che veniva fatta nel mondo neofascista da parte dei suoi dirigenti, che non potevano continuare a frequentare gli stati maggiori e i servizi di sicurezza e contemporaneamente proclamare la guerra al sistema e l'eredità della Germania nazionalsocialista.”Vincenzo Vinciguerra
“L'attentato di Peteano non è che matura in un giorno. Nasce da un'analisi, un'analisi che inizia sul finire del 1969. Un'analisi che coinvolge quella che è l'esperienza mia personale in quello che è la valutazione del mondo neofascista, e quindi della nostra azione. E nell'analisi si arriva praticamente alla conclusione di uno scontro frontale con lo Stato. Peteano è stata un segnale.”Vincenzo Vinciguerra
“Questi servizi "deviati" fra virgolette, conoscono perfettamente il mondo neofascista. Su Peteano erano informati, sono stati informati nei mesi seguenti l'attentato; non prima, prima non lo potevano né immaginare né prevedere. Quindi non potevano nemmeno intervenire. Sono stati informati per via confidenziale nei mesi seguenti l'attentato con indicazioni generiche e poi, nell'ottobre del'72, hanno avuto in mano degli elementi concreti per poter provare la mia responsabilità nell'attentato di Peteano. Non lo hanno voluto fare. Non lo hanno voluto fare, non perché io ero un uomo da proteggere da parte di questi servizi, e tanto meno da parte dell'Arma dei carabinieri, ma perché contrastava con la strategia politica che stavano portando avanti.”Vincenzo Vinciguerra