„Il centrocampo dell'Italia è smarmellato.“

—  Armando Ceroni, Citazioni tratte Dalle telecronache sulla TSI, Europei 2008, Source: Da OlanDa – Italia, 9 giugno 2008.
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giornalista svizzero 1959

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„Centrocampo moscio fino alla gnagnera.“

—  Armando Ceroni giornalista svizzero 1959
Citazioni tratte Dalle telecronache sulla TSI, Champions League 2007

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„Ero un attaccante e non potevo certo limitarmi al lavoro oscuro. Nella vita, però, mi considero un uomo del centrocampo, un mediano alla Ligabue.“

—  Roberto Donadoni allenatore di calcio e ex calciatore italiano 1963
Source: Citato in Marco Azzi, Donadoni e il San Paolo, l'attrazione degli opposti https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/04/28/donadoni-il-san-paolo-attrazione-degli.html, la Repubblica, 28 aprile 2009.

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„Nessuno è stato grande come Gaetano, perché gli altri, compresi i sommi Beckenbauer e Baresi, erano difensori che avanzavano, lui era difensore in difesa, centrocampista vero a centrocampo, attaccante vero in attacco. Era unico.“

—  Luigi Garlando giornalista e scrittore italiano 1947
Source: Da L'esempio di Scirea, una favola che vive http://archiviostorico.gazzetta.it/1999/settembre/03/esempio_Scirea_una_favola_che_ga_0_9909039821.shtml, La Gazzetta dello Sport, 3 settembre 1999.

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„Per me Daniele non è un regista alla Pirlo, ma è un centro mediano che può dare equilibrio alla squadra. Poi che possa giocare in tutti i tre ruoli del centrocampo è un altro discorso, dipende sicuramente da quello che serve alla squadra.“

—  Zdeněk Zeman allenatore di calcio ceco 1947
Source: Citato in [//www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/notizie/08-06-2012/zeman-totti-piu-forte-911476624988.shtml Zeman: "Totti il più forte"], Gazzetta.it, 8 giugno 2012.

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„[Su Lionel Messi] È un giocatore unico e completo: è un finalizzatore letale ma è anche capace di tornare a centrocampo per aiutare la squadra. Marcarlo a uomo è impossibile, è tutto il sistema squadra che deve funzionare alla perfezione per ingabbiarlo. Siamo di fronte un vero genio del calcio, è come Maradona. In questo momento nessuno è come lui.“

—  Arrigo Sacchi allenatore di calcio italiano 1946
Source: Dalla trasmissione televisiva Champions League – Speciale; citato in Sacchi incorona Messi: "È un genio del calcio. Così solo Maradona" http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/championsleague/sacchi-incorona-messi-e-un-genio-del-calcio-cos%c3%ac-solo-maradona-160-_1065148-201502a.shtml?frommobile, Sportmediaset.it, 7 maggio 2015.

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„Erano indiani, per davvero. O figli della rivoluzione del '68, o profeti di una dottrina che avrebbe cambiato per sempre il modo di fare calcio. E il loro capo-tribù si chiamava Rinus Michels. Il suo calcio totale che trasformava gli spazi in praterie era fatto di un possesso-palla esasperato, di accelerazioni improvvise, di pressione multipla sul'avversario col pallone, di fuorigioco alto quando non altissimo. Ma soprattutto era interpretato non più da specialisti dei vari ruoli, bensì da giocatori eclettici capaci di attaccare e difendere, di giocare senza palla prima ancora che con la palla, di muoversi con disinvoltura in ogni zona del campo stando sempre corti, compatti, ossessivi. Una nuvola biancorossa, quella dell'Ajax, una nuvola arancione, quella dell'Olanda. Con portieri che, una volta aboliti i ruoli specifici, si erano riciclati da liberi, interpretando la parte in maniera più spregiudicata. L'emicrania non venne soltanto a Maldini. Venne agli inglesi la prima volta che affrontarono l'Olanda di Michels, le punte scattavano sul risaputo lancio dalle retrovie e la nuvola arancione li aveva messi in offside non di tre, ma di dieci-quindici metri. Venne al sommo Brera, cui quei satanassi mandarono all'aria tutti i parametri atletici e tattici sino a li' elaborati: e Brera se ne vendicò ribattezzandoli «cicale» dopo la finale mondiale persa nel '74 dai tedeschi padroni di casa. È vero, nell'albo d'oro ci sono le formiche, che ad ogni buon conto si chiamavano Beckenbauer, Muller, Overath, Breitner, Mayer. Ma nell'archivio delle emozioni indimenticabili restano loro, restano quei 16 tocchi consecutivi olandesi dal fischio d'avvio al fallo di Vogts su Cruyff in area germanica. Il primo tedesco a toccare il pallone in quella finale fu Muller, riavviando il gioco dal disco di centrocampo dopo il rigore di Neeskens. Il generale Michels si prese la rivincita quattordici anni più tardi quando, sullo stesso campo, l'Olympiastadion di Monaco, decorò la bacheca olandese dell'unico trofeo conquistato sin qui, l'Europeo '88, firmato da una storica prodezza di Van Basten. Ma fu un indennizzo tardivo e mai fino in fondo assaporato. Perché pur nel rispetto di una matrice di massima, quella non era più la sua Olanda-totale. Tant'è vero che il suo fuoriclasse, Van Basten, era pienamente classificabile, in quanto prototipo del centravanti moderno: a differenza del fenomeno d'un tempo, Cruyff, che segnava sì a mitraglia ma che nessuno ha mai saputo battezzare se non come uomo-ovunque.“

—  Gigi Garanzini giornalista, scrittore e conduttore radiofonico italiano 1948
4 marzo 2005

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