“Piazza Armerina, pittoresca, posta su tre colli, è medioevale, barocca e moderna e non fu meta di amanti delle antichità classiche fino ad una trentina di anni addietro quando, in contrada Casale, in una grande villa romana, furono scoperti dei meravigliosi mosaici pavimentali.”Carlo Picchio Incipit
“Intorno a Salemi, sul parallelo di Marsala, correva l'instabile confine tra Segesta e Silinunte, le due grandi rivali.”Carlo Picchio Incipit
“Monumento più vivo d'ogni altro, perché ancora operoso, è il Teatro greco di Siracusa. È uno dei maggiori del mondo ellenico e fu scavato da Gerone I nella roccia ai piedi della collina di Terminite, in vista della città, del Porto Grande e del mare.”Carlo Picchio Incipit
“Una sosta ad Imera, patria di Stesicoro che fu detto "ordinatore dei cori". Colonia messinese, Imera fu certo grande cultrice di poesia e di bellezza, e ne fa fede la leggenda stessa di Stesicoro che – si diceva – osò scagliare lirici dardi velenosi contro la mitica Elena e fu, per questo, punito con la perdita della vista. Ma quando Stesicoro, con una nuova lirica, cioè con un'opera d'arte, che egli chiamò Polinodia, ritrattò le sue ingiurie, tornò a splendere anche per i suoi occhi la luce.”Carlo Picchio Incipit
“Da Gela ad Agrigento la strada che corre lungo il margine meridionale dell'isola, ma raramente si affaccia sul mare, non offre grande interesse. Tuttavia il cuore vi batte più forte quando appare, sul suo aspro acrocoro, alta sulla Valle dei Templi e in vista del mare, Agrigento, la più giovane e la più fastosa delle colonie greche di Sicilia, patria di Empedocle (e, perché no? di Pirandello), che Pindaro nella sua seconda Pitica chiamò la più bella città dei mortali.”Carlo Picchio Incipit
“Le grandi meraviglie di Agrigento sono raccolte nella Valle dei Templi e sono, tra le altre, il Tempio della Concordia, perfetta opera dell'architettura dorica, sacro probabilmente ai Diòscuri; il Tempio chiamato, per errore, di Giunone Lacinia, e il Tempio di Giove Olimpico, il maggiore degli edifici sacri di Sicilia.”Carlo Picchio Incipit