“Ecco dove accadde. Lei è stata qui. Questi leoni di pietra, ora senza testa, l'hanno fissata. Questa fortezza, una volta inespugnabile, cumulo di pietre ora, fu l'ultima cosa che vide. Un nemico da tempo dimenticato e i secoli, sole, pioggia, vento, l'hanno spianata. Immutato il cielo, un blocco d'azzurro intenso, alto, distante. Vicine, ogg come ieri, le mura ciclopiche che orientano il cammino: verso la porta dal cui fondo non fiotta più sangue. Nelle tenebre. Nel macello. E sola.Con questo racconto vado nella morte.Termino qui, impotente, e niente, niente di quello che avrei potuto fare o non fare, volere o pensare, mi avrebbe condotto a una meta diversa. Più profondamente di ogni altro moto dell'animo, più profondamente persino della mia paura, mi impregna, mi corrode, mi avvelena l'indifferenza dei celesti verso noi terreni. Naufragata l'audace impresa di opporre il nostro debole calore alla loro gelidità.”Christa Wolf libro CassandraKassandra
“Se di me non sopravvivesse altro che l'odio. Se l'odio germogliare dalla mia fossa, un albero d'odio, esso sussurrerebbe: Achille la bestia. Se lo abbattessero, crescerebbe di nuovo. Se lo soffocassero, ogni filo d'erba farebbe suo quel messaggio: Achille la bestia, Achille la bestia. E ogni cantore che osasse cantare la gloria di Achille, morirebbe immediatamente tra i tormenti. Un abisso di disprezzo e di oblio tra le generazioni future e la bestia. Questo, Apollo, concedimi, se esisti. Non sarei vissuta invano.”Christa Wolf libro CassandraKassandra
“In paese incontrò alcuni studenti in ferie. Ci si salutava, restando insieme per qualche minuto. una traccia di imbarazzo malgrado la reciproca confidenza. La consapevolezza che anche l'altro avvertiva che l'infanzia era definitivamente trascorsa.”Christa Wolf libro Il cielo divisoDer geteilte Himmel
“Si accostò allo sportello dei biglietti. Per la prima volta, era costretta a rivelare quel che aveva intenzione di fare.- Giardino Zoologico, - disse. Un piccolo biglietto giallo le venne sospinto con indifferenza. - Venti, - disse la donna dietro la lastra di vetro.- E volendo… ritornare? - chiese Rita timidamente.- Allora quaranta, - disse la donna, riprese il biglietto e gliene sospinse un altro dallo sportello.In questo, dunque, si distingueva da tutte le altre del mondo questa città: che per quaranta pfennig teneva in mano due vite diverse.”Christa Wolf libro Il cielo divisoIl cielo diviso
“Tutt’a un tratto mi accorsi che il cuore mi faceva molto male. Sarei tornata ad alzarmi già domani, con un cuore rianimato, che il dolore riusciva a raggiungere. Tu pensi, Arisbe, che l’essere umano non possa vedere se stesso.– È così. Non lo sopporta. Ha bisogno di una raffigurazione che gli sia estranea.– E in questo non cambierà mai niente? Sempre e solo il ripetersi della stessa cosa? Autoestraneazione, idoli, odio?– Non lo so. Ecco quello che so: ci sono buchi nel tempo. Questo ne è uno, qui e ora. Noi non possiamo lasciare che passi inutilizzato. E qui, finalmente, ebbi il mio «Noi». Quella notte sognai, dopo tante notti desolate e senza sogni. Vidi colori, rosso e nero, vita e morte. Trapassavano l’uno nell’altro, non lottavano tra loro come perfino in sogno mi sarei aspettata. Mutando di continuo la loro forma, di continuo producevano nuovi motivi, che riuscivano incredibilmente belli.Erano come acqua, come un mare. Nel cui centro vidi un’isola luminosa, alla quale, nel sogno – volavo, sì; sì, volavo! – mi avvicinai rapidamente. Che c’era in quel luogo. Quale essere. Un uomo? Un animale? Riluceva come di notte riluce solo Enea. Che gioia.”Christa Wolf