“Ma un libro non è soltanto "mio" o "tuo", non rappresenta solo il "mio" contributo alla verità, il "mio" sforzo di ricerca della verità e la "mia" capacità di realizzazione letteraria. Un libro è un riflesso più o meno diretto, e più o meno contorto, più o meno alterato, della verità obbiettiva, e molto in un libro, anche all'insaputa dello scrittore, specie in un libro mancato, può essere verità rimasta grezza.”Elio Vittorini libro Il garofano rossodalla Prefazione, XVIII Il garofano rosso
“Giudizio estetico: ottimo – siamo a metà tra epica e giornalismo – il film riesce a rasentare l'epica per la ricchezza dei personaggi, per l'evidenza in cui il loro comportamento viene colto, per la visività persuasiva di ogni loro gesto, per il ritmo corale che la mescolanza dei gesti di tanti personaggi produce, per il fiato organico di tutto ciò – ma rasenta anche il fumetto per la nota unica su cui ogni personaggio finisce per essere costruito – e per il carattere perciò macchiettistico che ogni personaggio finisce per assumere – per la pateticità di cui viene circonfuso quasi per sottrarlo al giudizio morale e procurargli invece compassione a priori, compassione sentimentale –ancora epica e giornalismo –tessuto con filo da giornalismo, da rotocalco, a volte addirittura da fumetto, ma con un rigore e un'organicità da narrazione epica.”Elio Vittorini
“Poi il Gran Lombardo raccontò di sé, veniva da Messina dove si era fatto visitare da uno specialista per una sua speciale malattia dei reni, e tornava a casa, a Leonforte, era di Leonforte, su nel Val Demone tra Enna e Nicosia, era un padrone di terre con tre belle figlie femmine, così disse, tre belle figlie femmine, e aveva un cavallo sul quale andava per le sue terre, e allora credeva, tanto quel cavallo era alto e fiero, allora credeva di essere un re, ma non gli pareva che tutto fosse lì, credersi un re quando montava a cavallo, e avrebbe voluto acquistare un'altra cognizione, così disse, acquistare un'altra cognizione, e sentirsi diverso, con qualcosa di nuovo nell'anima, avrebbe dato tutto quello che possedeva, e il cavallo anche, le terre, pur di sentirsi più in pace con gli uomini come uno, così disse, come uno che non ha nulla da rimproverarsi. – Non perché io abbia qualcosa di particolare da rimproverarmi, disse. – Nient'affatto. E nemmeno parlo in senso di sacrestia… Ma non mi sembra di essere in pace con gli uomini. Avrebbe voluto avere una coscienza fresca, così disse, fresca, e che gli chiedesse di compiere altri doveri, non i soliti, altri, dei nuovi doveri, e più alti, verso gli uomini, perché a compiere i soliti non c'era soddisfazione e si restava come se non si fosse fatto nulla, scontenti di sé, delusi.”Elio Vittorini libro Conversazione in SiciliaConversazione in Sicilia
“Io penso che sia molta umiltà essere scrittore. Lo vedo come fu in mio padre, ch'era maniscalco e scriveva tragedie, e non considerava il suo scrivere tragedie di più del suo ferrare cavalli.”Elio Vittorini Origine: Da Diario in pubblico.