“La caccia alla totalità, nella letteratura cui apparteniamo, porta necessariamente all'incompiutezza. A differenza dello scrittore italiano, quello di frontiera è adatto a travalicare i confini e rompere le chiusure, favorendo il travaso di un secolo, il Novecento, solo apparentemente concluso. Le cinquecento pagine del mio Fantasma di Trieste, le duemilasette dei Fantasmi di Mosca sono la testimonianza di questa mia ricerca della totalità. Non per titanismo o superomismo, sia ben chiaro. Ma perché altrimenti, secondo me, non si possono più scrivere romanzi seri e credibili. Devono confluirvi vari elementi e generi contrastanti, come la narrazione, la filosofia politica, anche certe forme di giornalismo: nel tentativo di ricreare, dopo l'antiromanzo, il post-romanzo.”Enzo Bettiza
“La mamma, anche se conosceva piuttosto bene il veneziano coloniale, preferiva parlare con i figli in serbocroato; il papà invece, anche se, avendo fatto le "reali" croate, conosceva e scriveva alla perfezione il serbocroato, preferiva usare con noi l'antico dialetto locale di derivazione veneta. Genitori dunque molto simili, perfino nella loro duplicità e intercambiabilità fonetica, alla lingua bifida, imbastardita, quasi esperantesca, che adoperavamo nei nostri giochi e nelle nostre chiacchiere infantili. Confusamente intuivamo di non essere né italiani né slavi completi.”Enzo Bettiza p. 49
“Segnato da iniziali influssi serbi nell'infanzia, poi italiani nella pubertà, quindi croati nell'adolescenza, ai quali dovevano aggiungersi più tardi innesti germanici e russi, ho lasciato concrescere poco per volta in me multiformi radici culturali europee; non ho mai dato molto spazio alla crescita di una specifica radice nazionale.”Enzo Bettiza p. 286
“La letteratura italiana continua a girare attorno ai soliti tre o quattro nomi: Calvino, Gadda, Pavese… Poi viene soltanto una modesta scuola postmoderna nella quale non mi riconosco; un relativismo che finisce per dissolvere l'idea stessa del male. E diciamo la verità, questo vale anche per una certa letteratura americana à la page… non certo Faulkner o Bellow.”Enzo Bettiza