“L'esilio prolungato nello spazio e nel tempo, esilio senza ritorno, aggravato dal vagabondaggio dispersivo in altri mondi, possiede una rara quanto perforante facoltà distruttiva: lentamente carbonizza tutto ciò che siamo stati altrove, recide i vincoli di sangue, spegne i ricordi, fa impercettibilmente tabula rasa del passato.”Enzo Bettiza p. 18
“Segnato da iniziali influssi serbi nell'infanzia, poi italiani nella pubertà, quindi croati nell'adolescenza, ai quali dovevano aggiungersi più tardi innesti germanici e russi, ho lasciato concrescere poco per volta in me multiformi radici culturali europee; non ho mai dato molto spazio alla crescita di una specifica radice nazionale.”Enzo Bettiza p. 286
“Andai a parlargli [Enrico Berlinguer] alle Botteghe Oscure dopo la primavera di Praga. Era una delle prime volte che il Corriere dava spazio a un leader del Pci. Stavo al Raphael, l'hotel di Craxi. Berlinguer volle riaccompagnarmi sulla sua 500. Guidò lui. Era molto diverso da Togliatti.”Enzo Bettiza
“Ma conosco la teoria dell'antimateria: da qualche parte potrebbe esserci un mio doppio. Come se noi fossimo le copie di noi stessi, in un altro luogo, in un altro spazio.”Enzo Bettiza
“In un Corriere che, scavalcando spesso a sinistra l'Unità, diffondeva una simile visione allucinata e misoneistica del mondo, lo spazio per un giornalismo ragionato, privo di ubbìe e d'infantilismi ideologizzanti, andava riducendosi ogni giorno di più.”Enzo Bettiza