“La mia anima, per aver dovuto vivere a Siena, sarà triste per sempre: piange, pure che io abbia dimenticato le piazze dove il sole è peggio dell'acqua dentro un pozzo, e dove ci si tormenta fino alla disperazione. Ma i miei brividi al tremolio bianco degli olivi! E quando io stavo fermo, anche più di un'ora, senza saper perché, allo svolto di una strada, e la gente mi passava accanto e mi pareva di non vederla né meno! Città, dove la mia anima chiedeva l'elemosina, ma non alla gente! Città, il cui azzurro mi pareva sangue!”Federigo Tozzi Bestie
“Anche gli avvocati, con noi poveri, si comportano come tutti gli altri. Questo non ci dà né meno da sedere!”Federigo Tozzi da Il podere, 1965, p. 113
“[Esempio di straniamento] Mi ricordo di quand'ero giovine. Bastava che restassi una mezz'ora solo e non avessi niente da fare, perché mi venisse una specie di sospetto che mi faceva paura. Io non ero né meno sicuro di vivere. Il sospetto che avevo non glie lo so spiegare; ma cercherò di farglielo capire. Lei sognando, qualche volta, ha certamente avuto nello stesso istante una sensazione vaga, non si sa se con piacere o con dolore, che le impediva di credere al suo sogno; e avrebbe voluto che fosse stata la realtà, invece. Ma quella sensazione staccava il suo sogno, lo teneva discosto, senza riescire più a fare di lei stesso e del sogno una cosa sola. Ebbene la realtà - la chiamano realtà - che m'era intorno, mi faceva lo stesso effetto. Io non sapevo se quel che vedevo era un sogno più vasto, continuo, a cui mi ero abituato; e della quale soltanto poche volte avevo coscienza. Per farla capire meglio, immagini che il presente stesso era per me il senso d'una realtà convenzionale.”Federigo Tozzi da Tre croci, 1991, pp. 89-90