“Il giovane, che non conosce il futuro, vede la vita come una sorta di avventura epica, una sorta di Odissea attraverso mari sconosciuti e isole ignote, dove metterà alla prova le proprie capacità e scoprirà la propria immortalità. L’uomo di età matura, che ha vissuto il futuro sognato un tempo, vede la vita come una tragedia. Ha imparato che il suo potere, per quanto grande, non potrà prevalere contro le forze del caso e della natura a cui dà il nome di dèi, e ha imparato che è mortale. Ma il vecchio, se recita a dovere la sua parte, deve vedere la vita come una commedia. I suoi trionfi e i suoi insuccessi si fondono, e l’uno non è motivo di orgoglio o di vergogna più dell’altro, e lui non è né l’eroe che dimostra il proprio valore contro queste forze, né il protagonista che ne rimane distrutto. Come ogni misero e pietoso guscio d’attore, finisce per rendersi contro di aver recitato tante di quelle parti da non essere più se stesso.”John Williams Augustus
“«Nasci e ti allattano con le bugie, poi ti svezzano dalle bugie finché non ne impari altre a scuola, più raffinate. Vivi di bugie per tutta la vita, e poi forse, quando sei pronto per morire, ti viene in mente che non c’è nient’altro, nient’altro che te stesso e quello che avresti potuto fare. Solo che non l’hai fatto, perché tutte quelle bugie ti hanno fatto credere che c’era qualcos’altro. Allora pensi che avresti potuto conquistare il mondo, perché sei l’unico che conosce il segreto. Solo che ormai è troppo tardi. Perché ormai sei troppo vecchio».”John Williams libro Butcher's CrossingButcher's Crossing
“Virgilio, quando morì, mi supplicò seriamente di distruggere il suo grande poema. Non era completo, disse, e imperfetto. Come il generale che vede una legione distrutta e non sa del trionfo di altre due, lui si riteneva un fallito. Eppure il suo poema sulla fondazione di Roma sopravviverà senza dubbio a Roma stessa, e certamente vivrà più a lungo della povera struttura che io ho messo insieme. Non distrussi il poema. Virgilio non credeva, penso, che gli avrei dato ascolto. Ma il tempo distruggerà Roma.”John Williams Augustus
“Di colpo era come se Katherine fosse nella stanza accanto e l'avesse lasciata solo qualche istante prima. Sentì un pizzicore alle dita, come se la stesse toccando. Il senso di quella perdita, che aveva rinchiuso così a lungo dentro di sé, straripò sommergendolo mentre lui si lasciava portare alla deriva, oltre il controllo della sua volontà, perché ormai non voleva più salvarsi. Poi sorrise di gioia, come sull'onda di un ricordo: pensò che aveva quasi sessant'anni e avrebbe dovuto essersi lasciato alle spalle la forza di una tale passione, di un tale amore. Ma sapeva di non averlo fatto. Sapeva che non l'avrebbe fatto mai. Oltre il torpore, l'indifferenza, la rimozione, quell'amore era ancora lì, solido e intenso. Non se n'era mai andato. In gioventù l'aveva dato liberamente, senza pensarci; l'aveva dato a quella conoscenza che gli era stata rivelata - quanti anni prima? - da Archer Sloane. L'aveva dato a Edith, nei primi, ciechi, folli anni del corteggiamento e del matrimonio. E l'aveva dato a Katherine, come se fosse stata la prima volta. Stranamente, l'aveva dato a ogni momento della sua vita, e forse l'aveva dato più pienamente proprio quando non si rendeva conto di farlo. Non era una passione della mente e nemmeno dello spirito: era piuttosto una forza che comprendeva entrambi, come se non fossero che la materia, la sostanza specifica dell'amore stesso. A una donna o a una poesia, il suo amore diceva semplicemente: Guarda! Sono vivo!”John Williams Stoner