“Ho sempre avuto ben chiaro che la squadra viene prima del giocatore. Mancio non lo ha mai detto in pubblico, ma nello spogliatoio ci ripeteva: "All'Inter ci sono troppi capitani e pochi soldati". Allora ho capito che io dovevo fare il soldato. C'era bisogno di qualcuno che completasse l'azione. Quando è arrivato, Mancini ha indirizzato il lavoro proprio su questi rapporti di forza e la squadra ha iniziato a ingranare. Certo, il generale aveva a disposizione degli ottimi soldati.”Julio Ricardo Cruz
“Una delle partite che più ricordo dei tempi nerazzurri fu l'esordio in Champions League contro l'Arsenal. L'Inter stava faticando molto, tutti criticavano Cúper, ma quella sera abbiamo giocato davvero bene. Si capiva già dall'atmosfera che c'era nello spogliatoio nel prepartita. Abbiamo vinto 3-0 e io ho fatto un bel gol in pallonetto dopo 22 minuti di gioco.”Julio Ricardo Cruz
“Il Chino è un mito, un grande amico. Avrebbe potuto fare di più all'Inter, ma gli è mancato qualcuno che lo stimolasse nel modo giusto. Il ruolo gli ha permesso di correre meno di me e questo incide.”Julio Ricardo Cruz