Frasi su aula

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Piero Calamandrei 107
politico italiano 1889 – 1956
„Il ventennio fascista non fu, come oggi qualche sciagurato immemore figura di credere, un ventennio di ordine e di grandezza nazionale: fu un ventennio di sconcio illegalismo, di umiliazione, di corrosione morale, di soffocazione quotidiana, di sorda e sotterranea disgregazione morale. Non si combatteva più sulle piazze, dove gli squadristi avevano ormai bruciato ogni simbolo di libertà, ma si resisteva in segreto, nelle tipografie clandestine dalle quali fino dal 1925 cominciarono a uscire i primi foglietti alla macchia, nelle guardine della polizia, nell'aula del Tribunale speciale, nelle prigioni, tra i confinati, tra i reclusi, tra i fuorusciti. E ogni tanto in quella lotta sorda c'era un caduto, il cui nome risuonava in quella silenziosa oppressione come una voce fraterna, che nel dire addio rincuorava i superstiti a continuare: Matteotti, Amendola, don Minzoni, Gobetti, Roselli, Gramsci, Trentin. Venti anni di resistenza sorda: ma era resistenza anche quella: e forse la più difficile, la più dura e la più sconsolata.“

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Piero Calamandrei 107
politico italiano 1889 – 1956
„Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora il partito dominante segue un'altra strada. Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. [... ] Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. (dal discorso al III Congresso dell'Associazione a difesa della scuola nazionale, Roma, 11 febbraio 1950)“


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Vladimir Vladimirovič Nabokov 95
scrittore, saggista e critico letterario russo 1899 – 1977
„Da qualche parte, dietro la baracca di Bill, una radio accesa dopo il lavoro aveva cominciato a cantare di fato e di follia, e lei era lì, con la sua bellezza distrutta, le mani strette e le vene in rilievo, da adulta, e le braccia bianche con la pelle d'oca, e le orecchie appena concave, e le ascelle non rasate, era lì (la mia Lolita!), irrimediabilmente logora a diciassette anni, con quel bambino che già sognava, dentro di lei, di diventare un pezzo grosso e di andare in pensione intorno al 2020 – e la guardai, la guardai, e seppi con chiarezza, come so di dover morire, che l'amavo più di qualunque cosa avessi mai visto o immaginato sulla terra, più di qualunque cosa avessi sperato in un altro mondo. Di lei restava soltanto il fievole odor di viole, l'eco di foglia morta della ninfetta sulla quale mi ero rotolato un tempo, con grida così forti; un'eco sull'orlo di un precipizio fulvo, con un bosco lontano sotto il cielo bianco, e foglie marrone che soffocano il ruscello, e un solo ultimo grillo fra le erbacce secche... ma grazie a Dio io non veneravo soltanto quell'eco. Ciò che solevo vezzeggiare fra i tralci intricati del mio cuore, mon grand péché radieux, si era ridotto alla propria essenza; il vizio sterile ed egoista, quello lo cancellai e lo maledissi. Potete anche schernirmi e minacciare di far sgombrare l'aula, ma finché non sarò imbavagliato e mezzo strangolato urlerò la mia povera verità. Insisto perché il mondo sappia quanto amavo la mia Lolita, quella Lolita, pallida e contaminata, gravida del figlio di un altro, ma sempre con gli occhi grigi, sempre con le sopracciglia fuligginose, sempre castano e mandorla, sempre Carmencita, sempre mia; Changeons de vie, ma Carmen, allons vivre quelque part où nous ne serons jamais séparés; Ohio? Le plaghe desolate del Massachussets? Non importa, anche se quei suoi occhi si fossero sbiaditi come quelli di un pesce miope, e i suoi capezzoli si fossero gonfiati e screpolati, e il suo adorabile, giovane delta vellutato e soave si fosse corrotto e lacerato... anche così sarei impazzito di tenerezza alla sola vista del tuo caro viso esangue, al solo suono della tua giovane voce rauca, Lolita mia. (1993)“

Antonio Giraudo 2
dirigente sportivo italiano 1946
„[Riferendosi alla Roma, il 4 luglio 2006] In quest'aula manca una società che ha patteggiato per il caso passaporti. Nel nostro mondo abbiamo visto di tutto, dai Rolex ad altro. Questo è un mondo pieno di faziosità.“

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Matteo Salvini 62
politico italiano 1973
„Leggo che il presidente Napolitano si è risentito per il mio invito a tacere, e me ne dispiaccio. Sono anzi certo che, accolte le mie scuse, non mancherà di esprimere la sua indignazione per la deportazione dall'italia di Aula, bimba kazaka di 6 anni, e della sua mamma, colpevoli solamente di essere figlia e moglie di un dissidente [Mukhtar Ablyazov].“

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Friedrich Hölderlin 67
poeta tedesco 1770 – 1843
„Fichte è un titano che lotta per l'umanità e il suo raggio di azione non resterà limitato alle pareti della sua aula.“

Frank Bettger 13
commerciante, scrittore 1888 – 1981
„Al tempo felice in cui Mark Twain pilotava battelli fluviali su è giù per il Mississippi, la compagnia ferroviaria di Rock Island decise di gettare un ponte fra le due rive dell'immenso fiume. Quel ponte avrebbe danneggiato grandemente le linee di navigazione, i cui affari andavano a gonfie vele. I coloni trasportavano il grano e la carne affumicata fino alle rive del Mississippi, e poi li caricavano sulle navi. I proprietari di quelle navi ne traevano un lauto guadagno e consideravano quella specie di monopolio un sacrosanto diritto. Cercarono, dunque, di opporsi alla costruzione del ponte presentando un'istanza al tribunale. Ne risultò una causa celebre. I battellieri si affidarono all'avvocato Wead, considerato il migliore degli Stati Uniti, e furono certi che il verdetto sarebbe stato loro favorevole. All'ultimo giorno del processo l'aula era gremita fino all'inverosimile. L'avvocato Wead pronunciò un'arringa che durò due ore e il pubblico, affascinato dalla sua eloquenza, applaudì fragorosamente. Quando si alzò l'avvocato della compagnia ferroviaria si udirono invece mormorii di commiserazione. Eppure, un solo minuto gli bastò per smontare le tesi dell'avversario e per vincere la causa. Il suo discorso, in sostanza, fu questo:
"Prima di tutto, voglio congratularmi con il mio collega per la sua splendida arringa. Non ho mai udito niente di simile. Tuttavia, debbo far notare ai signori giurati che l'avvocato Wead ha sorvolato il punto principale: le richieste avanzate da chi viaggia dall'Est all'Ovest non sono meno importanti delle richieste di chi viaggia in su e in giù per il fiume. Decidete voi se il diritto di viaggiare in battello è superiore al diritto di viaggiare in treno".
Detto ciò, si sedette, e i giurati non tardarono ad approvare con il loro verdetto la tesi di quell'oscuro avvocato di provincia, allampanato e mal vestito, che si chiamava Abramo Lincoln. (libro Come si diventa un venditore meraviglioso)“

Matteo Rampin 9
psichiatra, psicoterapeuta 1966
„Tutto ciò che non si fa in aula lo si dovrà fare a casa (propria, o dell’insegnante di ripetizione), con le conseguenti perdite di tempo e denaro. (libro Come non farsi bocciare a scuola)“


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Alfonso Bonafede 4
politico italiano 1976
„Questo Governo intende il Parlamento come uno zerbino su cui ogni tanto pulire i propri piedi, mentre sorride ai petrolieri e alle lobby. Questo lo abbiamo capito; il vero problema è che trova riscontro, che trova favore in una maggioranza di parlamentari che dovrebbero sentirsi dipendenti dei cittadini e che dovrebbero sentire, come loro dovere, quello di difendere il dibattito in Aula e dovrebbero sentire ciò come una priorità; non dovrebbero sentire come priorità quella di ubbidire a un capo padre-padrone che ormai è abituato a calpestare questo Parlamento.“

Renato Mucci 14
traduttore e poeta italiano 1893 – 1976
„[... ] uno stillicidio di minuti | eguali scialbi muti | raccolti da una fredda estatica urna | nell'aula taciturna. (da Tempo)“

„Kellyanne è in grado di uscire da ogni situazione dando la colpa a qualcun altro. Dovrebbe fare l'avvocato. Dovrebbe fare l'avvocato di Bill Cosby. Il processo durerebbe quindici minuti e la giuria uscirebbe dall'aula arrabbiata con l'ingegnere del suono di Mariah Carey!“

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Danilo Toninelli 10
politico italiano 1974
„Ed eccoci qui oggi per una dichiarazione di voto utile solo a far giungere ai cittadini la voce di chi vuole difendere la Costituzione dalla camicia di forza che gli state mettendo. [... ] Come non ricordare le parole del capogruppo in Senato Zanda che nella sua dichiarazione di voto di poche settimane fa proprio sulle riforme diceva che le riforme ci permetteranno di ottenere flessibilità dall'Europa, (così disse Zanda). Avete capito bene? Il capogruppo del Pd al Senato ha affermato, in un'Aula parlamentare, che la storia democratica di questo Paese può allegramente essere cancellata per un misero zero virgola per cento di deficit. Siete così arroganti da credere di poter passare sopra decenni di lotte di donne e di uomini italiani che hanno combattuto per la democrazia di questo Paese. Tutto ciò per qualche miliardo di euro ed avete anche il coraggio di dichiararlo apertamente.“


Paola Taverna 13
politica italiana 1969
„L'importante è essere il Governo del fare. Anche del fare schifo, purché si faccia. Ci tenevo ad intervenire oggi e ci tenevo a farlo in Aula, affinché queste parole rimangano agli atti, memoria di quella parte del Paese che oggi non si arrende, che non intende farlo, né domani, né mai. Ho una sola vita e non lascerò nulla di intentato per combattere questo sistema marcio e corrotto, che sopravvive solo autolegittimandosi e non ha più senso di esistere. Non lascerò che mi rubiate neanche un solo giorno, perché non voglio vivere né di rimorsi né di rimpianti, ma camminando sempre a testa alta, con dignità. E voglio anche poter dire a mio figlio, per il resto della mia vita, che non ho mai pensato di cedere, neanche per un secondo, che ho lottato con tutte le mie forze, insieme a un pugno di donne e di uomini onesti in quest'Aula, e a milioni di loro fuori da essa, per affermare il suo diritto di avere diritti, per onorare il testamento dei Padri costituenti, per difendere il patrimonio più prezioso degli italiani: la nostra Costituzione.“

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Oscar Luigi Scalfaro 47
9º Presidente della Repubblica Italiana 1918 – 2012
„Onorevole collega, la prego di sforzarsi di distinguere un'aula parlamentare da una piazza di periferia, dove lei può fare quello che crede, salvo che la polizia sia presente.“

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Margaret Mazzantini 99
scrittrice italiana 1961
„Entro nella piccola aula dove i miei studenti mi stanno aspettando. Respiro il calore della loro attesa, la speranza che ripongono in me, nelle mie lezioni così accurate e facili da capire. Perché da sempre mi preoccupo di avere un linguaggio consono a tutti, piano, guizzante a tratti, per sedurli in massa, per non lasciarne indietro nemmeno uno. Perché non vorrei lasciare indietro nessuna delle loro speranze. Perché i miei amici muoiono inutilmente, perché mi sembra questo il mio dovere. E loro, questi ragazzi, sono il mio ciuffo di uomini futuri, quelli che un giorno si spargeranno nel mondo e in un altro futuro giorno verranno a trovarmi, a spendere qualche ora con me, rincuorandomi. (libro Splendore)“

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Nino Manfredi 37
attore italiano 1921 – 2004
„Colombo: Ma come po' esse tutta 'sta cattiveria che ve portate dentro e de fori non se vede? Ma che c'avete?
- Cesare: Ve posso risponde' co' 'na domanda? Voi chi siete? Voi, i preti, il Papa Re, che rappresentate?
- Colombo: Diciamo... il potere?
- Cesare: Sì, ma un potere che non esiste più. Voi farete pure questo processo per l'attentato alla caserma, ma in nome di quale legalità? In nome de che?
- Colombo: In nome del Papa Re.
- Cesare: Appunto. Perciò sapete che succederà in aula?
- Colombo: No, nun lo so, dimmelo te.
- Cesare: Che l'accusati diventeranno accusatori, e se rovesceranno le carte sur tavolino de la Storia.
- Colombo: Embè, interessante, però non hai carcolato una cosa: er mazzo 'o famo noi, c'avemo tutti l'assi e, quanno nun ce l'avemo, baramo pure. (Film In nome del papa re)“

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