“[al termine della sua prima partita in Serie A. Milano, 10 febbraio 2008] Al momento del gol non ho proprio capito niente, ho solo visto le braccia dei tifosi dietro la porta che si alzavano e non sapevo più che cosa fare. Sinceramente non mi aspettavo di entrare così presto in campo, credevo di giocare gli ultimi cinque minuti di questa gara, è una sensazione bellissima e non mi sembra ancora vero.”Alberto Paloschi
“Dalla panchina mi fecero segno di prepararmi per il cambio. Un'emozione incredibile. Il sogno di giocare in Serie A. In quello stadio pieno. Entrai senza capire nulla. Ho in mente due cose: io che mi sistemo i pantaloncini e io che esulto dopo il gol. In mezzo c'è poco, la palla che arriva e la colpisco. Tutto in un istante.”Alberto Paloschi
“Era il mio idolo da bambino. Io non tifavo per questa o per quella squadra, ma per la formazione in cui giocava Pippo. Sono passato dall'averlo sul poster in camera a compagno nello spogliatoio. Qualcuno vede analogie fra di noi, forse solo nel carattere: lui è un campione.”Alberto Paloschi