“Gian Giacomo Rousseau fissava il rossore del tramonto che accendeva le torri di Notre Dame, e non parlava. Ad un tratto starnutì.– Ecco, – malignamente commentò il Galiani, – che cosa vuol dire mettere in pratica la propria filosofia e non portar la parrucca. Vi buscate un raffreddore e il barcaiolo vi prenderà per il mio servo fedele. Amico Gian Giacomo, scuotetevi di dosso la filosofia, e tornate alla musica! Vi farò un bel libretto e metteremo in burletta anche Socrate, se vorrete!”Alessandro Varaldo p. 18
“L'uno [Ferdinando Galiani] era un piccolo magro, quasi gobbo a prima vista, contraffatto a giudicarlo così ad occhio e croce, più scimmia che uomo in apparenza, gli occhi vivissimi, le mani irrequiete, e saltava più che non camminasse. Vestiva di buon panno, portava parrucca, inforcava l'occhialino e gli stivaloni con la risvolta rossa rivelavano un piede quasi femminile.”Alessandro Varaldo p. 9-10
“L'altro [Jean-Jacques Rousseau] era un borghese, in apparenza, non grasso, a prima vista goffo: una giacca marrone, delle grosse calze di lana, un farsetto di picchè, delle informe scarpe a punta rotonda e ben difesa da un cerchietto di metallo. Non portava parrucca e i capegli scarmigliati d'uno sperso grigio non vantavano certo parentela col pettine. Rispose, strizzando un rotolo di carte, che agitava come fosse la bacchetta del direttore d'orchestra:– E torto avete mio caro abate. Non c'è salvezza per l'umanità, se non torna alla natura.”Alessandro Varaldo p. 10