“L’ultima crisi ha avuto una progressione folgorante e ha visto il concorso di mercenari venuti dal Ciad e dal Sudan, gente che non parla né la lingua nazionale, il sango, né il francese, ma l’arabo. Qui c’è stato il primo fraintendimento e la gente è stata indotta a fare un’equazione pericolosa: si è cominciato a dire che tutti i Seleka erano musulmani e che tutti i musulmani erano Seleka. Chiaramente non è così. Lo stesso vale per i cristiani, che non sono tutti anti balaka, ovvero appartenenti alle milizie di autodifesa: basti vedere come vanno in giro ricoperti di amuleti. La connotazione etnico-religiosa che ha preso la crisi centrafricana non ha fatto altro che peggiorare le cose, cosicché ancora oggi è particolarmente difficile portare avanti il processo di pacificazione e di riconciliazione.”Dieudonné Nzapalainga
“L’Africa è un’enorme fonte spirituale. Qui tutti sono credenti, chi più chi meno. Ma per gli africani Dio non è morto, è vivo. Anche al cuore della crisi noi abbiamo continuato a pregare. L’Africa non ha perso la sua identità. Non esiste solo la dimensione materiale, c’è anche quella spirituale. Dio ha un posto importante nel cuore dei giovani africani, che hanno capito che la cosa più importante nella vita è la dimensione spirituale. L’Africa può far riscoprire questa verità all’Europa.”Dieudonné Nzapalainga
“In Occidente avete paura e pensate solo a voi stessi. Guardate l’altro come una minaccia e un pericolo. Penso ai rifugiati: è chiaro che non tutti possono venire in Europa ma c’è chi soffre e non sa dove andare per la guerra. Bisogna dargli un’alternativa. Questa è un’ottima occasione perché l’Occidente ripensi finalmente al suo modo di gestire la politica estera. Prendiamo la Libia: chi ha bombardato il paese? Queste sono le conseguenze di crisi causate da voi. La Francia ha cominciato a bombardare senza pensare alle conseguenze. Ora la gente non sa più dove andare e scappa e se voi li cacciate ne sarete responsabili. Queste cose bisognava prevederle prima di bombardare. Dovete prendervi le vostre responsabilità.”Dieudonné Nzapalainga
“Ho fondato con un imam e un pastore protestante la piattaforma interreligiosa per la pace, con un unico scopo: dire chiaramente a una voce che questa è una crisi militare e politica, non religiosa. Non è stato un imam a dire ai musulmani di uccidere i cristiani. Non è stato un prete a dire ai cristiani di uccidere i musulmani. Mettendoci insieme abbiamo salvato molte vite umane.”Dieudonné Nzapalainga
“Il Centrafrica è un Paese povero, abbandonato, dimenticato. Ha conosciuto crisi a ripetizione, con un problema reale di malgoverno. La popolazione ne soffre le conseguenze.”Dieudonné Nzapalainga