“Nel nostro paese la diversità religiosa anche all’interno di una stessa famiglia è ricorrente. Nel mio caso, per esempio, mia madre è protestante e mio padre cattolico. Non ci sono mai stati conflitti in casa. Così come ci sono famiglie con cristiani e musulmani che vivono tranquillamente insieme. Questo per dire che da noi l’accettazione e il rispetto dell’altro nella sua diversità di religione è una cosa normale. Purtroppo il conflitto ha seminato paura, diffidenza e odio.”Dieudonné Nzapalainga
“L’ultima crisi ha avuto una progressione folgorante e ha visto il concorso di mercenari venuti dal Ciad e dal Sudan, gente che non parla né la lingua nazionale, il sango, né il francese, ma l’arabo. Qui c’è stato il primo fraintendimento e la gente è stata indotta a fare un’equazione pericolosa: si è cominciato a dire che tutti i Seleka erano musulmani e che tutti i musulmani erano Seleka. Chiaramente non è così. Lo stesso vale per i cristiani, che non sono tutti anti balaka, ovvero appartenenti alle milizie di autodifesa: basti vedere come vanno in giro ricoperti di amuleti. La connotazione etnico-religiosa che ha preso la crisi centrafricana non ha fatto altro che peggiorare le cose, cosicché ancora oggi è particolarmente difficile portare avanti il processo di pacificazione e di riconciliazione.”Dieudonné Nzapalainga
“Ho fondato con un imam e un pastore protestante la piattaforma interreligiosa per la pace, con un unico scopo: dire chiaramente a una voce che questa è una crisi militare e politica, non religiosa. Non è stato un imam a dire ai musulmani di uccidere i cristiani. Non è stato un prete a dire ai cristiani di uccidere i musulmani. Mettendoci insieme abbiamo salvato molte vite umane.”Dieudonné Nzapalainga
“I Seleka erano principalmente mercenari provenienti da Ciad e Sudan. Non parlavano né il sango né il francese, ma l’arabo. Spesso tra loro e i musulmani c’è stata una certa connivenza, perché tendevano a unirsi. Hanno rubato e ucciso. I giovani cristiani li vedevano insieme e pensavano che tutti i musulmani stessero dalla parte dei Seleka. Qualcuno magari sì, ma non tutti. Così come non tutti i cristiani stavano con gli anti-balaka. Non si può generalizzare. La comunità però si è divisa.”Dieudonné Nzapalainga
“Noi non abbiamo nulla a che fare con gli antibalaka. Il cristianesimo è accoglienza, ospitalità, dialogo. Un cristiano non può uccidere o distruggere.”Dieudonné Nzapalainga