“Al veder Londra, ricca ampia cittade, | Meraviglia inaudita il sen m'invade; | E, confuso il pensier a vista tale, | Per più dì lo stupore in me prevale.”Gian Carlo Di Negro canto I, p. 18
“D'ogni piacer Parigi è assai fecondo; | Teatro, danze, giochi, ed armonia | Alla vita gentil schiudon la via.”Gian Carlo Di Negro canto I, p. 18
“Vagliadolid, dotta città, mi piacque, | Ove l'Ibero Anacreonte nacque, | Che m'accolse gentile, come egli era, | Lasciando in me riconoscenza vera.”Gian Carlo Di Negro canto III, p. 23
“L'amor di Patria, e le calde preghiere | Degli amici fur sprone al mio pensiere | Di ritornar: ne secondai l'idea, | E Genova più bella a me parea. | Io non dirò di quanta gioia piena | Fu l'alma mia in la nativa arena.”Gian Carlo Di Negro canto IV, p. 37
“Mosse Byron voglioso a queste mura, | Genio privilegiato di natura; | Byron, ingegno vivido e fecondo, | Nel vol di fantasia a niun secondo, | Che d'Italia cantò glorie e sventure, | Non per giro di tempo periture. | […] Lo conobbi, e l'ascrivo a mia fortuna: | La conoscenza sua mi fu opportuna | Per udire sovente la melode, | Che fra i vati dell'Anglia il vanto gode.”Gian Carlo Di Negro canto IV, p. 38